Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 29 settembre 2016

Malati gravi e pazienti difficili

Oggi giornata durissima.
Pazienti dovunque... e naturalmente tutti con la pretesa di essere visti per primi.
Un numero crescente di persone che si arroccano il diritto di essere visitati solo dal “medico bianco”, con il pericolo sempre piu’ reale che il “dottore mzungu” venga in realta’ “mangiato” da problematiche minori ed a volte inesistenti di persone che non accettano di vedere nessun altro ufficiale sanitario... e con lo spettro contrapposto e sempre piu’ possibile che queste persone ti tolgano il tempo e l’energia mentale per dedicarti a chi e’ veramente grave.
Oggi per esempio, quando G. e’ venuta da me in lacrime dicendomi di aver “perso” una giovane paziente di 16 anni affetta da insufficienza renale grave, io da una parte mi sono difeso psicologicamente, e le ho detto che dall’eco eseguita in mattinata risultava evidente che la malata fosse spacciata: reni distrutti, ascite, ecocardio pauroso con frazione di eiezione ridotta, ipertensione incontrollabile... Pero’ e’ anche vero che, dopo l’ecografia, non mi sono neanche ricordato di andarla a visitare ancora, ed ho lasciato a G., giovane dottoressa quasi neolaureata, tutto il peso di impostare la terapia per una malata cosi’ complessa.

mercoledì 28 settembre 2016

Ancora una bambina violentata

Non è purtroppo una "specialità" di Chaaria.
So che succede un po' in tutto il mondo.
Da tempo purtroppo di pedofilia è piena la cronaca dei giornali.
Ma è comunque una cosa con cui non riesco proprio a fare pace.
Come "maschio" già mi sento umiliato e confuso ogni qualvolta devo visitare e riportare alla polizia il caso di una donna maggiorenne violentata da qualche altro maschio privo di coscienza e di scrupoli: mi chiedo come mai l'uomo si senta così superiore alla donna da sentirsi autorizzato ad usarla come mezzo di piacere sessuale contro il suo volere e senza il suo consenso. Trovo bestiale l'atto di un uomo che fa violenza ad una donna e la "viola" nella parte più intima del suo essere e del suo corpo.
Quando poi un maschio non se la prende con una maggiorenne ma con una bambina, allora in me provo un misto di rabbia, di ribellione e di ribrezzo allo stesso tempo.
Il caso a cui ho assistito oggi è quello di una bambina di 13 anni, violentata dallo zio...per me è al di là di ogni comprensione!!!
Devo comunque ammettere che non è il caso peggiore a cui ho assistito: più di una volta lo stupratore è stato il padre stesso della vittima.

martedì 27 settembre 2016

Domattina i funerali

Domani alle 9.30 presso il centro dei Buoni Figli celebreremo le esequie funebri per Bonface Mutai. 
Abbiamo preparato per lui una semplice cassa in legno grezzo. Abbiamo scavato una fossa nella nuda terra. Ora non ci resta che accompagnarlo con questo ultimo atto di preghiera, di rispetto e di affetto.
La cerimonia sara' nel cortile del centro alla presenza di tutti I ragazzi che sono ovviamente sempre molto scossi ogni qualvolta uno di loro li lascia per sempre. Forse non sanno bene cosa sia la morte ma certamente avvertono che Bonface e'ora sparito per sempre.
La Messa sara' presieduta da don Giovanni Tortalla.
Poi ci saremo noi ed i Buoni Figli...che siamo stati la sua famiglia dal 2002 in avanti.
E' per noi un momento mesto ma non siamo disperati perche' sappiamo che Bonface e' gia' in Paradiso.

Fr Beppe


lunedì 26 settembre 2016

Stai calmo

Antoine è un caro amico. E’ un medico congolese che di tanto in tanto passa ad aiutarci a Chaaria perché vuole incrementare le proprie esperienze cliniche. E’ in Kenya da alcuni anni, ed ha un pesante accento francofono. 
E’ ancora giovane, ed in questo lo invidio molto.
Quello che non gli invidio è tutta quella ingenuità dei primi anni di pratica clinica, quando ci sembrava che ogni cosa dipendesse da noi e che fossimo noi in persona a salvare il mondo. E’ un genio dal punto di vista medico, ma, prima di tornare in Congo a dirigere un ospedale, dovrà certo acquisire anche qualche nozione in più sull’organizzazione del lavoro di squadra.
Oggi Antoine sembra fuori di se’, e corre disperato nell’aula in cui abbiamo appena terminato la lezione per gli infermieri: “e’ arrivata una donna anemicissima. Ha 3 grammi di emoglobina. E’ collassata e la pressione e’ imprendibile.”
“Hai fatto un’eco?”, gli chiedo immediatamente.
Antoine si aspetta la domanda:“Certo! Sono piu’ o meno sicuro che si tratta di una gravidanza extrauterina”.
“OK, ora facciamo le prove crociate; iniziamo la trasfusione; Jesse vede la malata, e poi entriamo in sala”.
“Ma le condizioni sono instabili; dobbiamo prima stabilizzarla con la trasfusione. Non possiamo operare adesso”, aggiunge un volontario internista.

domenica 25 settembre 2016

Bonface Mutai è andato in paradiso

E’ successo stamattina prima delle otto.
Lo abbiamo trovato morto nel letto.
Non era malato e non sappiamo bene che cosa sia successo.
Bonface era ancora giovane. Era nato il 20 maggio 1989.
Era accolto nel centro Buoni Figli dal maggio 2002: ci era stato presentato dal sacerdote diocesano Father Mbijiwe.
Nato normodotato, dopo due mesi di vita aveva contratto una grave forma di meningite che e’ la causa della sua disabilita’. Alla morte del padre, la madre aveva abbandonato Boniface alle cure della nonna paterna, che però è morta alcuni anni fa.
Ora Bonface ha smesso di soffrire. La sua è stata una vita pesante, gravata da pesante disabilita’ mentale ed importante disabilita’ fisica.
Cogliamo l’occasione per ringraziare coloro che lo hanno sostenuto economicamente con il progetto “Perle Nere” del gruppo di Cagliari.
Organizzeremo il funerale in settimana ed anche lui riposerà nel nostro cimitero insieme ad altri Buoni Figli, a tantissimi ammalati, a Fr Giovanni Bosco ed a Fr Lodovico.
Preghiamo per Bonface

Fr Beppe


sabato 24 settembre 2016

Più grossa e più facile

Questo assioma chirurgico certamente si applica solo a casi molto selezionati, perchè sovente è vero esattamente il contrario, ma mi rendo conto che si tratta di una affermazione certamente vera almeno in due situazioni.
Mi sono reso conto per esempio che è molto più facile togliere una prostata enorme che aggetta in vescica abbondantemente, piuttosto che fare una prostatectomia in un paziente con ritenzione urinaria e prostata relativamente piccola e sclerotica.
Il prostatone si snocciolerà molto facilmente sotto il tuo dito mentre farai l'escissione per via smussa, mentre la piccola prostata sovente ti fa sudare sette camicie per essere enucleata e spesso devi usare anche le forbici perchè il dito non basta.
L'altra situazione in cui mi pare si possa applicare una regola simile è quella della tiroidectomia.
Un gozzo enorme normalmente fa molta paura, ma sovente è più facile lussare una ghiandola di queste dimensioni rispetto ad una molto più piccola e magari piena di aderenze a causa di precedenti episodi di tiroidite autoimmune. Anche trovare e clampare i peduncoli arteriosi, così come intravvedere ed eviare il nervo laringeo ricorrente paradossalmente pare più facile nei gozzi più grandi... che poi danno altri problemi per carità, ma almeno si enucleano bene.

venerdì 23 settembre 2016

Ore di angoscia

Addormentare la paziente è stata una bella impresa.
Da una parte il problema era la comunicazione: ci trovavamo infatti di fronte ad una signora del Nord, incapace di comprendere tutte le lingue a noi note.
Dall’altra poi, il grosso tumore para-tiroideo creava anche una deviazione tale della trachea che l’intubazione era risultata assolutamente difficoltosa.
Durante l’intervento comunque l’anestesia generale non aveva creato alcun problema ed avevamo operato in assoluta sicurezza.
I grattacapi sono iniziate al momento del risveglio. Appena estubata la donna pareva respirare abbastanza bene e sembrava destinata ad una ripresa di coscienza lenta ma senza difficoltà.
Abbiamo quindi deciso che un anestesista seguisse questa paziente in sala risveglio, mentre l’altro ci avrebbe fatto il blocco anestetico per il seguente intervento di frattura inveterata di omero.
Appena iniziata la frattura avverto però grande agitazione in sala risveglio.
La paziente precedente desatura e non riesce a mantenere una respirazione spontanea.
Io ho già esposto l’osso ed ora non mi posso più fermare. 

giovedì 22 settembre 2016

I laboratori occupazionali e la scuola speciale

Sono un’attività molto importante del centro dei Buoni Figli attraverso la quale cerchiamo di sviluppare al massimo le potenzialità dei nostri ragazzi.
Di tale settore si occupa Sr Joan insieme a Jacinta; spesso con esse collaborano anche i volontari.
In orari particolari i ragazzi vengono divisi in gruppi selezionati in base al diverso livello di deficit intellettivo, e si organizza la scuola speciale: si insegna inglese, kiswahili, un po’ di aritmetica, catechismo, canto. Per i più gravi le lezioni possono essere costituite semplicemente dall’assemblaggio di materiale “lego”.
Durante le ore dedicate alle attività occupazionali Sr Joan coordina lavori di confezionamento di collanine e rosari che sono effettivamente fatti dai nostri ragazzi con minimo aiuto da parte degli operatori; inoltre i nostri Buoni Figli collaborano attivamente anche al prezioso lavoro di piegare le garze per l’ospedale prima della sterilizzazione.
Coloro che sono un po’ più dotati ci aiutano invece in attività di utilità sociale all’interno della missione, come l’agricoltura o la cucina centrale. Nella foto vedete per esempio uno dei compiti del nostro Kimani, che, tra tante altre mansioni, è anche incaricato di garantire la legna da ardere per la cucina.

mercoledì 21 settembre 2016

Consigli per la terapia antimalarica

Idealmente mi collego a quanto scritto pochi giorni fa circa l’emergenza di ceppi resistenti ai derivati antimalarici basati sulla artemisina. Intendo gettare un po’ di luce in un’area della nostra azione clinica dove ci sono molte aree grige.
1) E’ indubbio che il Ministero della Sanita’ del Kenya ha ragione quando dice che l’insorgenza dei ceppi resistenti deriva in gran parte dalle prescrizioni eccessive e dall’autoprescrizione di farmaci antimalarici. In effetti e’ pratica diffusissima di mettere un antimalarico a tutti quelli che hanno mal di testa o febbre, anche senza testare la malaria con la goccia spessa o su un test negativo.
Da questo punto di vista, le linee guida nazionali sono molto chiare per quanto riguarda i farmaci di prima scelta e cioe’ il COARTEM (derivato basato sull’ artemisina e potenziato con lumefantrina): e’ vietato prescriverli senza un test antimalarico o in presenza di un esame parassitologico negativo.
2) E’ pero’ necessario tenere conto che qui in Africa Orientale abbiamo essenzialmente solo Plasmodium Falciparum, e che tale specie si trova per il 95% della carica infettiva nel tessuto reticolo-endoteliale, al di fuori del circolo ematico. 

martedì 20 settembre 2016

Una reminiscenza Biblica

Camminare per strada in questi giorni secchi è a volte impegnativo.

Nelle ciabatte ti entra una polvere fitta e tagliente che ti dà subito una spiacevole sensazione di caldo insopportabile ai piedi.
Negli occhi la stessa polvere brucia ed infastidisce: ti senti avvolto nella nebbia, soprattutto se ti sfreccia vicino una macchina incurante del polverone che solleva.
Respirare è talvolta difficile; provi a chiudere la bocca e a respirare con il naso, ma poi quasi subito ti viene da sternutire e riempi il fazzoletto di un muco più ocra della terra stessa.
Ieri, tornando dalla messa in parrocchia, e sperimentando ancora una volta questa polvere rossa di Chaaria che non ci lascia mai, quasi impercettibilmente ho avuto un flash back ed ho ripensato ad esperienze vissute o nelle baraccopoli di Nairobi, o in certe periferie di Mombasa, oppure anche in certi slum vicini a Meru: mi sono rivisto davanti gruppi di "street boys" che rovistano tra le immondizie, frammischiati ad adulti che dal ciarpame della discarica cercano di recuperare qualcosa da vendere...che pena vedere esseri umani che lottano coi cani randagi per strappare alle discariche qualcosa da mangiare!
E quasi impercettibilmente nella testa mi sono frullate le parole di un salmo (quale? Non mi ricordo il numero): 
"Il Signore... solleva l'indigente dalla polvere, dall'immondizia rialza il misero".

lunedì 19 settembre 2016

Chaaria non è...

Vorrei dirvi alcune parole su ciò che Chaaria non è, al fine di aiutare i volontari a fare una esperienza il più positiva possibile, evitando false attese e frustrazioni. 
Molte volte infatti nelle precedenti lettere abbiamo insistito su ciò che si fa, su quello che abbiamo migliorato, sulle nuove costruzioni o terapie in atto… Ora è forse meglio parlare un poco di tutto quello che non si riesce a fare qui alla Missione.
1) Chaaria è al momento una struttura soprattutto sanitaria ed assistenziale; i volontari sono per lo più impegnati nell’ospedale o nella cura dei Buoni Figli. Tali attività assorbono le nostre giornate a ritmi veramente pieni e vertiginosi, per cui ci rimane ben poco tempo da dedicare ad altre attività. 
Pur riconoscendo l’importanza di attività sociali sul territorio (come visite domiciliari nelle capanne, per esempio), dobbiamo constatare che il tempo a disposizione per questo è poco, ed è saltuario… 
I volontari che fossero interessati primariamente a tale tipo di esperienza sociale potrebbero sentirsi frustrati nel constatare quanto poco tempo sarà concesso alle uscite tra le capanne. 
La nostra azione sociale si realizza soprattutto attraverso l’aiuto sanitario offerto a tutti i poveri che bussano alla nostra porta, attraverso la presa in carico totale degli handicappati mentali da noi ospitati e attraverso l’aiuto economico alle famiglie in difficoltà…. 

domenica 18 settembre 2016

Visite alla Missione

Oggi è stata una giornata decisamente intensa dal punto di vista delle visite alla missione.
Infatti abbiamo dapprima accolto un grosso gruppo che ha fatto visita ai Buoni Figli e con loro si è intrattenuto con musica e canti.
I gruppi portano sempre gioia ai nostri ragazzi e costituiscono un bel diversivo per la loro vita sempre uguale e noiosa.
Inoltre tali visite sono anche una bella sensibilizzazione nei confronti dei visitatori stessi che così si rendono conto di coloro che stanno peggio di loro e che hanno una vita molto difficile ed in qualche modo emarginata dalla società.
Nel pomeriggio invece sono venuti a trovarmi Tino Tropini ed un gruppo di volontari di Carmagnola che normalmente operano a Nkubu ed Egoji, impegnandosi soprattutto nella ristrutturazione di scuole e nella realizzazione di sistemi di irrigazione e distribuzione dell'acqua.
Hanno visitato la missione (solo Tino era già stato a Chaaria; per tutti gli altri era la prima volta) e sono rimasti molto bene impressionati dal nostro servizio sia in ospedale che dai Buoni Figli.
Ho trascorso con loro due ore intense in cui hanno voluto visitare e sapere tutto.

sabato 17 settembre 2016

Cataratta

Nella nostra zone sono moltissimi I pazienti affetti da cataratta che alla fine diventano completamente ciechi.
La cataratta è una patologia che affligge per lo più persone anziane e quindi spesso già debilitate da altre situazioni patologiche.
Una delle ragioni di questa alta incidenza della patologia suddetta nella nostra zona penso sia da ricercare nella vita agricola che espone gli occhi per lunghe ore ai raggi ultravioletti del sole.
Tantissimi sono coloro che, non avendo soldi per un intervento di cataratta, finiscono per diventare e rimanere ciechi per sempre.
L’intervento di cataratta è infatti al di fuori delle possibilità economiche di molti dei nostri clienti, pur essendo eseguito anche a Meru.
Da anni sento il desiderio di partire con un progetto che possa dare una risposta chirurgica a tale problematica oculistica abbastanza disattesa nella nostra popolazione.
Sono stato in contatto con vari oculisti italiani, e spesso ho ricevuto delle dichiarazioni di interesse e delle promesse di aiuto... che però normalmente si sono dimostrate delle bolle di sapone, e si sono perse nel nulla.
Spesso la gente si infiamma per una nobile causa, ma poi le altre preoccupazioni della vita spengono velocemente l’entusiasmo e ci si dimentica.

venerdì 16 settembre 2016

Case report on tetanus

A 17 year old came to our hospital complaining of neck stiffness and abdominal pain.
He was semiconscious. There was fever of 390C and the patient was sick looking. Malaria slide was positive.
Therefore we have admitted the patient with provisional diagnosis of complicated malaria; rule out meningitis.
At past medical history there was a traditional circumcision at home one week before.
At the observation of the operated part there was some necrosis and swelling.
Considering this history the possibility of tetanus came to our mind but the fact that the muscles of the abdominal wall were not stiff and the fact that the muscular contractions were not triggered by touch or noise made us delay in the definitive diagnosis.
We have performed a lumbar puncture and the CSF was negative.
Nevertheless we have covered the patient with iv quinine and iv rocephin.
Few hours later the condition has changed rapidly with muscle rigidity all over the body, trismus, opistotonus. At this moment we have definitely diagnosed tetanus.
We have isolated the boy in a dark and silent room. We have inserted an NGT for rehydration and nutrition. We have stopped quinine and changed antimalarial treatment into im artemisin, in order to have the iv line free for continuous drip of normal saline with diazepam. 
We have started with a dose of 40mg over 24 hours, but we have increased up to 60mg/die because the contractions were not receding.

giovedì 15 settembre 2016

Una bella soddisfazione

Non ci sono parole quando un giovane ti viene portato dal Tharaka con una frattura bruttissima di caviglia che lui stesso si è procurato giocando a pallone scalzo.
Lo hai visto arrivare in barella, in preda al dolore ed incapace di reggersi in piedi.
Poi la lastra di emergenza ha confermato che la frattura è complessa e l'intervento difficile.
Nonostante tutto non ti lasci scoraggiare e pensi che l'importante è aiutare queso giovane di 18 anni, che ha bisogno ancora di tornare a camminare, a correre ed a giocare a calcio.
Insieme al Dr Nyaga ed alla dottoressa Makandi in sala ti cimenti con la prima fissazione interna usando i chiodi endomidollari di "Sign".
Il risultato dei tuoi sforzi è più che soddisfacente, come documenta la radiografia che vi mostro.
Dagli USA i nostri donatori (che ricevono immediatamente rapporto dell'intervento e del controllo radiografico), si complimentano con noi per il risultato terapeutico e ci danno consigli per migliorare ulteriormente la tecnica.

mercoledì 14 settembre 2016

Intussuscezione

Douglas proveniva da un’altra struttura dove era stato ricoverato per vari giorni con una vaga diagnosi di stitichezza, e dove gli avevano fatto ben poco. 
Era stata la madre a richiedere la dimissione per tentare il viaggio della speranza a Chaaria. 
Lo abbiamo ricoverato oggi pomeriggio con un’ importante distensione addominale. Douglas ha sette anni ma non ne dimostra più di 5.
L’ecografia dell’addome fatta d’urgenza in ambulatorio ha dimostrato delle immagini suggestive di anse intestinali dilatate ed aggrovigliate.
Ho chiesto alla mamma se il bimbo andasse di corpo, e lei mi ha detto che ha avuto una sola mozione ieri dopo molti giorni di stitichezza.
Inoltre da stamattina è comparso il vomito.
Douglas è molto emaciato a causa di una infezione da HIV, per cui già è seguito e sta assumendo terapia antiretrovirale.
La prima diagnosi che mi è venuta in mente è stata quella di volvolo intestinale, supportata anche dal fatto che i suoi globuli bianchi erano molto elevati.
Ne ho parlato con la mamma, la quale si è affidata totalmente alla mia decisione clinica, lasciandomi piena libertà di decidere circa l’intervento chirurgico.
Siamo entrati in sala quasi subito, perchè ho imparato a mie spese che, con gli addomi acuti, più aspetti e più ci sono rischi per la vita del paziente.

martedì 13 settembre 2016

Il "Santo" chinino

Salvargli la vita è stata una lotta impari.
A soli 15 giorni dalla nascita sembrava già al capolinea.
Le condizioni del piccolo erano estreme: era bianco come un fazzoletto, ma non era anemico. Non aveva la forza di succchiare al seno, ed aveva convulsioni continue e senza febbre.
La glicemia era a posto, ed abbiamo subito pensato ad una meningite.
Con cautela estrema abbiamo fatto la puntura lombare, ma il liquor era limpido e l'esame di laboratorio negativo.
L'auscultazione del torace per altro era veramente impressionante e dimostrava una polmonite bilaterale. Subito abbiamo quindi coperto il bimbo con del Rocefin, nella speranza di colpire sia i germi dell'apparato respiratorio, sia eventualmente una qualche forma di meningite che ci fosse sfuggita.
Abbiamo naturalmente eseguito il test della "goccia spessa" per la malaria, ma è risultato negativo.
Dietro le continue pressioni delle linee guida OMS e di quelle nazionali del Kenya, ci siamo quindi astenuti dal chinino, anche se la tentazione di prescriverlo comunque era fortissima.
Il bimbo è rimasto tra la vita e la morte per giorni, ed ogni mattina prestissimo scendevo in ospedale a chiedere allo staff della notte se il piccolo ci fosse ancora.

lunedì 12 settembre 2016

Falso allarme

Sono le 3.15 del mattino di domenica scorsa, ed il cicalino suona con insistenza. Mi viene un accidente perchè è la seconda notte di fila che mi chiamano e sono davvero stanco.
Questa volta al walky-talky non dicono subito la parola magica: “cesareo”; la spiegazione è più lunga: parlano infatti di una persona con addome acuto.
Mi avvio in ospedale sonnolento e preoccupato: se è davvero un addome acuto, devo svegliare Jesse perchè sicuramente bisogna intubare il paziente, e non posso gestire la situazione senza anestesista; e poi devo ovviamente chiamare anche Makena perchè un’occlusione od una perforazione intestinale non sono certo situazioni che posso gestire con lo staff della notte.
Arrivato in ospedale mi viene detto che si tratta di una ragazza di 16 anni, e questo aumenta lo spettro delle ipotesi diagnostiche: si potrebbetrattare di una gravidanza extrauterina.
Scoprendo la pancia della giovane mi rendo conto della ragione che ha reso nervosi gli infermieri del turno di notte: la malata ha una lunga cicatrice sull’addome. Le chiedo di che cosa si tratti, e la sua risposta mi aiuta a riconoscerla: è un caso di violenza in cui la nostra azione era stata determinante! Era stata accoltellata da un ubriaco ed avevamo dovuto fare delle anastomosi intestinali circa due mesi fa.

domenica 11 settembre 2016

Le chiamate notturne inutili

Questo è un problem ache affligge più sovente Giancarlo rispetto a me, ma pure io non ne sono immune.
Da tempo abbiamo dato la nostra disponibilità ad aiutare alcune strutture sanitarie periferiche e rurali, sprovviste di sala operatoria e di ambulanza.
Quando in quelle strutture ci sono complicazioni (soprattutto legate alla maternità, ma a volte anche per altri casi clinici che essi non riescono a gestire), essi ci telefonano e chiedono un trasporto urgente a Chaaria con la nostra ambulanza.
Nelle ore diurne dei giorni infrasettimanali, questo servizio viene espletato dai nostri autisti insieme ad un infermiere che li accompagna in ambulanza.
Nel week end e durante la notte tale onere è sulle spalle di Fr Giancarlo che riceve la chiamata direttamente e poi organizza il trasporto insieme ad un membro dello staff.
Di notte io vengo svegliato solo quando si tratta di un cesareo, effettivamente confermato dalla visita della nostra ostetrica di turno.
Sarà perchè gli infermieri di quelle strutture di notte sono agitati ed hanno paura di possibili complicazioni irreparabili (loro infatti non hanno il medico), o magari sarà che a volte desiderano liberarsi subito di un caso che potrebbe tenerli occupati per tanto tempo (impedendo loro si schiacciare un pisolino), ma ormai abbiamo capito che più del 70% delle chiamate notturne per casi di maternità sono in effetti inutili: la cosa più frequente che ci succede è che una donna venga prelevata con l’ambulanza dall’altra struttura, giunga a Chaaria, venga visitata dalla nostra ostetrica che non trova alcuna complicazione, e poi partorisca normalmente.

sabato 10 settembre 2016

I lavori continuano anche dai Buoni FIgli

Da alcune settimane sono iniziati importanti lavori di ristrutturazione nel centro dei Buoni Figli.

1) al momento è stato ultimato il trasferimento della fisioterapia, e sono iniziati i lavori di risistemazione dei locali che saranno adibiti ad ufficio per il responsabile Fr Robert.
2) stanno procedendo bene anche le ristrutturazioni dei bagni dove stiamo togliendo le vasche per sostituirle con docce (più igieniche e funzionali).
3) continuano i lavori di risistemazione dei gabinetti...al momento sono troppi, ma mancano totalmente di privacy.
4) quando sarà ultimato il taglio degli alberi, si procederà alla revisione di tutti gli scarichi delle acque.
5) stiamo riverniciando i tavoli del refettorio dei ragazzi.

Tanto rimane ancora da fare, ma il nostro impegno di miglioramento edilizio della missione va avanti di pari passo sia in ospedale che al Centro Buoni Figli.
Il grande problema che abbiamo per il centro è la mancanza di donatori che ci vogliano aiutarci economicamente in modo specifico per i Buoni Figli.

venerdì 9 settembre 2016

Il peso della nostra umanità

Chaaria è certamente una realtà bellissima in cui c'è la possibilità di spendersi completamente per gli altri e di fare del bene a delle persone che altrimenti non avrebbero aiuto alcuno. Mi commuove vedere l'ospedale strapieno, con due pazienti per letto anche in questi giorni.
Mi tocca il cuore vedere gente che viene da molto lontano sia per cure mediche che chirurgiche, dicendo che di noi si fida ciecamente e che le nostre terapie sono le migliori perchè le pratichiamo con scienza, coscienza e tanto amore per il prossimo.
Qui puoi davvero donare te stesso fino all'ultima goccia delle tue energie, e "fino al sacrificio della vita".
Questa possibilità di donarsi in maniera direi totale ed assolutamente illimitata dovrebbe di per sè essere per tutti noi una ragione sufficiente per tantissima gioia: quanti nel mondo possono dire di aver la possibilità di fare quello a cui davvero aspirano con tutto il cuore? Quanti medici hanno la possibilità di esprimere la propria professionalità a 360 gradi come noi a Chaaria? Quanti alla sera possono andare a letto dicendo a se stessi: "oggi non ho rimpianti perchè ho dato tutto quello che potevo e più di così non posso fare"?
La nostra felicità sta nella donazione e nella possibilità pratica di mettere in pratica questo ideale.

giovedì 8 settembre 2016

Inizia l'avventura con SIGN

Stamattina alle 7 è ufficialmente iniziata l'avventura chirurgica con Sign Fracture International.

Insieme al Dr Nyaga ed alla Dottoressa Makandi abbiamo operato i nostri primi due pazienti, usanto il kit ed i chiodi inviatici gratuitamente dagli Stati Uniti dalla suddetta organizzazione umanitaria.
Onestamente la tecnica chirurgica è molto complessa e difficile da imparare. Anche l'assembraggio dello strumentario è tutt'altro che semplice.
Abbiamo avuto qualche difficoltà con entrambi i pazienti, ma siamo comunque riusciti a terminare bene tutti e due i casi: si trattava di una frattura comminuta dellla diafisi femorale e di una frattura distale di tibia e perone.
Sono sicuro che avremo ancora molto bisogno dell'aiuto del Dr Nyaga e della Dottoressa Makandi che hanno fatto una settimana di formazione sulla nuova tecnica nell'ospedale di Tenwek, e che ora ci trasmettono l'arte.
Ci vorrà del tempo prima che Makena, Marcella ed il sottoscritto riescano a dominare completamente l'uso del nuovo kit, ma siamo motivati e pieni di buona volontà.
I chiodi ci saranno mandati gratuitamente se noi li impianteremo gratuitamente ai pazienti. E' un accordo semplice e molto chiaro con Sign Fracture International!

mercoledì 7 settembre 2016

La morte di un grande medico

Mi ha molto rattristato venire a conoscenza della morte del Dr Ugo Montanari, medico romano, grande amico ed ammiratore di Chaaria, più volte volontario in Tanzania.

Ugo mi ha voluto molto bene; mi ha stimato ben oltre quanto mi meritassi, ed ha sempre condiviso e sostenuto il nostro sogno di servizio incondizionato a Chaaria.
Troppo impegnato con la Tanzania, ed ancora al lavoro, mi aveva promesso di venire a Chaaria per un periodo prolungato dopo il raggiungimento della pensione.
Ma questo non si è potuto realizzare perchè è arrivato un tumore a tagliargli la strada, un tumore che ha in qualche modo rattristato il cuore sempre gioviale di Ugo e che soprattutto gli ha impedito di coronare il suo sogno di venire a Chaaria a lavorare con me.
Si faceva chiamare Kiboko dai suoi amici africani: kiboko in kiswahili significa ippopotamo, ed anche questo faceva parte della sua personalità scoppiettante e "troppo simpatica"...ovviamente il riferimento al suo peso corporeo era ben poco velato.
Troppo simpatica anche la sua auto su cui ho avuto l'onore di viaggiare insieme con Ugo in uno dei miei atterraggi a Fiumicino: anche sulla pandina l'ippopotamo campeggiava sovrano sul cofano ed i dipinti africani ne facevano un'auto unica in tutta Roma.

Our prayer for Job

This morning at 8 am we have celebrated a special Mass at the present of the whole Cottolengo Mission Hospital staff.
The Mass has been celebrated by our parish priest, Father John Ntoiti, for the repose of the soul of our beloved brother and colleague Job Omariba, brutally killed few days ago.
We have prayed for him and we have implored God's consolation on his wife Lucy, on his orphaned child, on his devastated parents and on all his family members.
Tomorrow a small delegation of the Cottolengo Mission Hospital Staff will travel the long journey up to Kisii, to be present at Job's burial at home.
The funeral ceremony will take place on Friday.
It is a challenging and trying moment for Job's family and for the Cottolengo fraternity.
We believe that in a moment like this only prayer and hope in the eternal life can give us some consolation and strength to keep going.
Fare well, Job. May the Lord welcome you in His eternal Kingdom!
Heartfelt condolences to all his beloved ones!

Bro Beppe Gaido and Bro Giancarlo Chiesa


martedì 6 settembre 2016

La piccola Jackline

Jackline ha nove mesi e già la conoscevamo perchè un mese fa l’avevamo ricoverata per un grosso prolasso del retto. Avevamo allora deciso per un intervento di minima, ed avevamo eseguito il cerchiaggio perianale secondo Thiersch.
Sembrava che andasse tutto bene e l’avevamo dimessa, pensandola guarita. Ieri mattina però è stata riportata in ospedale dai genitori; il prolasso era recidivato, ed era enorme: più di venti centimetri di intestino violaceo sporgeva dalle natiche della povera bambina che appariva disidratata ed in condizioni scadenti.
Per prima cosa abbiamo fatto passare alcune ore in cui abbiamo cercato di stabilizzare le condizione emodinamiche della piccola con fluidi endovena.
Siamo entrati in sala al pomeriggio alle ore 15.
Il quadro trovato all’apertura dell’addome è stato estremamente complesso: quello che procideva dall’ano non era infatti il retto ma un’enorme intussuscezione.
La prima ad invaginarsi era stata la valvola ileocecale che era risalita nel colon ascendente; poi si era formata una invaginazione colo-colica fino all’esterno.

lunedì 5 settembre 2016

E se fosse Gesù?

Erastus è stato trasportato nel nostro ospedale dalla polizia.
Ha una piccola ferita lacero-contusa sulla gamba destra.
Il problema è che ci sono frammenti ossei che spuntano dal taglio: si tratta quindi di una frattura esposta.
Il poliziotto è veloce a dire che si tratta di un povero che non ha nessuno e che in genere vive di elemosina al di fuori delle chiese.
Per le mie orecchie, ormai avvezze a questi discorsi, il messaggio subliminale è chiarissimo: “non aspettarti alcun contributo economico da nessuno”.
“Che cosa è successo?” chiedo io, glissando l’argomento che mi era stato appena proposto.
“Non conosciamo bene la dinamica, ma pare che gli sia caduto un pietrone sulla gamba”.
La mia riflessione è molto lineare: se lo mando altrove, nessuno penserà di operarlo perchè non ha soldi; se non facciamo l’intervento subito, l’osteomielite distruggerà certamente l’osso esposto ed il risultato finale potrebbe essere una amputazione o anche una setticemia.

domenica 4 settembre 2016

Chaaria ed i lavori più nascosti

In questi giorni un grande lavoro portato avanti da Fr Giancarlo e dagli operai del settore agricolo è quello di abbattere la lunga fila di alberi che costeggia la rete di cinta di fronte al centro dei Buoni Figli.
Certamente, il bisogno di legna da ardere è enorme in una missione grande come la nostra, e spesso dobbiamo comprarne molta: entrambe le cucine (sia quella dei Fratelli che quella dell'ospedale) vanno avanti infatti con stufe a legna.
Se pensiamo che normalmente dobbiamo preparare una media di 300 pasti al giorno, potete immaginare le quantità di legna che bruciamo!
Ma la ragione principale per cui proprio adesso tagliamo questi alberi a cui siamo molto affezionati e che ci proteggono anche molto dalla polvere della strada è del tutto differente: ci siamo infatti accorti che questo tipo di pianta fa delle radici estesissime, che si espandono nel sottosuolo come lunghi e forti tentacoli.
Le radici si sono già infilate nelle fondamenta del Centro Buoni Figli e ne minacciano la stabilità architettonica.
Hanno ormai creato problemi ingenti anche al sistema di scarico delle acque dal Centro: avevamo servizi igienici sempre intasati e lavandini sempre bloccati, nonostante ripetuti tentativi di sturarli a vari livelli dell'impianto idraulico.

sabato 3 settembre 2016

Dorothy sposa

Penso che siano in molti i lettori del blog e di facebook che conoscono Dorothy.
Lavora al Cottolengo Mission Hospital da quando sono arrivato io, e quasi sempre ha fatto la notte.
Dorothy è una assistente costante e premurosa per tutti i volontari che sono coinvolti con pratiche chirurgiche notturne, dal cesareo al raschiamento uterino, all'intervento per riparazione di tagli e ferite varie.
E' ovvio quindi che sia più conosciuta dai ginecologhi, dai chirurghi e dagli anestesisti, ma penso che molti altri volontari l'abbiano incontrata.
Lei è una delle voci che sfortunatamente sento così sovente nel cuore della notte, quando al telefono mi annuncia che c'è un'emergenza.
Oggi è stato il suo grande giorno perchè si è felicemente sposata nella chiesa parrocchiale di Chaaria: moltissimi erano i membri dello staff presenti alla celebrazione presieduta dal nostro parroco; molti
altri, soprattutto coloro che erano di turno in ospedale, si sono uniti più tardi al rinfresco nel cortile della chiesa. C'è stato molto cibo da condividere; non è mancata la classica torta da tagliare, e naturalmente per Dorothy ci sono stati tantissimi regali da parte delle persone che le vogliono bene.


venerdì 2 settembre 2016

Antony Mwiti

Nuove lacrimucce sono state oggi versate nel nostro piccolo orfanotrofio.
Oggi è infatti venuto il giorno di salutare anche Antony...per sopraggiunti limiti di età.
In realtà la sua età non la conosciamo con esattezza perchè lui è un trovatello portatoci dalla polizia di Chuka quando era piccolissimo.
Da un calcolo approssimativo che considera il tempo in cui Antony è rimasto con noi, pensiamo che la sua età sia di circa 10 mesi.
Ora però è grande ed addirittura fa fatica a stare nei lettini da noi predisposti per gli orfani; tra poco poi comincerà a camminare, e questo potrebbe essere pericoloso perchè potrebbe ferirsi con aghi o con altro materiale sanitario usato.
Certamente poi, alla sua età comincia ad aver bisogno di stimoli educativi che un reparto di pediatria come il nostro non gli può offrire.


giovedì 1 settembre 2016

A tragedy for the whole Chaaria Community

We wish to express our heartfelt condolences to Lucy, our dear nurse in hospital, for the terrible tragedy which has affected her, when her husband and our former nurse Job has been kidnapped and brutally killed.
It is so sad for us to think that Job is no more with us and we cannot even imagine the sorrow and the desperation which must be in Lucy's heart, now that she has been left alone with her small child.
I am deeply disturbed even thinking of the much pain that Job must have endured before dying, because (as we read on the newspapers) there are signs of torture on his body.
For us at the moment it is a time of silence and prayer.
We do not know what happened and why.
We are so shocked and confused
We do not feel even to talk about this terrible tragedy.
A person we have known for many years has been killed and it looks unbelievable to us: another person whom we love and is still working with us is now a widow with a small child left orphan.
Everything has happened so quickly: Job had gone to Nairobi on a journey on Sunday 21th August, but by evening his phone had gone off.
The following day Lucy was restless because Job had not contacted anybody.

mercoledì 31 agosto 2016

Iniziato il secondo piano

Dopo la necessaria attesa per il consolidamento della soletta, siamo ora partiti con la costruzione del secondo piano del nuovo ambulatorio HIV e laboratorio analisi.
I muratori stanno lavorando con ritmi davvero sostenuti.
Credo che arriveremo rapidamente al tetto.
Ancora una volta esprimiamo il nostro sentito ringraziamento all'Associazione Volontari Missioni Cottolengo di Torino che si sta sobbarcando l'enorme onere della raccolta fondi.
Grazie anche a tutti i benefattori, conosciuti o in incognito, che ci stanno aiutando con tante offerte, piccole o grandi.
Grazie di cuore sempre anche a Fr Giancarlo che segue i lavori con competenza e tanta pazienza.
E' una gioia per noi vedere che, passo dopo passo, stiamo arrivando alla realizzazione di un ospedale bello e davvero funzionale.
Preghiamo per i nostri benefattori ed ancora rinnoviamo il nostro impegno di trasparenza e totale impegno nel servizio dei bisognosi.

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