Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

domenica 24 settembre 2017

Lettera di Serena

Caro Beppe,
Spero che tu stia bene e che sia soddisfatto del tuo corso. Noi ragazzi leggiamo quasi ogni sera i tuoi post e sembra che sia andata davvero bene. 
Volevo solamente dirti che qui senza di te è stata piuttosto difficile, specialmente dopo che  il Dr Kadija ha dovuto lasciarci, ma Dr Apophi è davvero eccezionale e anche Dr Ruth sta migliorando ogni giorno. 
Per fortuna non abbiamo avuto troppe chiamate notturne quindi sto riuscendo anche a riposare abbastanza bene e a prepararmi per il giorno successivo. 
La maternità è davvero busy, ogni giorno rimango sconvolta della mole di lavoro, ogni volta che non sono in sala sono lì e ci sono davvero 30-40 parti al giorno, oltre a tutte le donne pre e post natal da assistere. 
L'altro giorno avevamo 57 pazienti prenatali e credo altre 35-40 che avevano partorito da poco. Quasi 100 pazienti per 4 ostetriche è davvero un numero impressionante. 
Credo davvero che abbiate bisogno di almeno altre due ostetriche. Specialmente quando non avete volontari. 
Poi volevo menzionarti dei casi particolari di questa settimana.

sabato 23 settembre 2017

Il gran giorno di Chaaria al Congresso

Oggi abbiamo avuto la possibilita' di condividere il nostro lavoro con i membri del consesso ortopedico internazionale.
Abbiamo infatti avuto la possibilita' di parlare in tre occasioni. Tutte sono state accolte con interesse ed entusiasmo.
A me e' toccato il compito di presentare il nostro lavoro ortopedico a Chaaria, esponendo i nostri numeri, le nostre difficolta', i nostri successi, ed anche i nostri piani futuri.
La dottoressa Makandi ha presentato Chaaria nella sua dimensione ideale di essere un centro aperto a tutti, soprattutto ai piu' poveri che non possono pagare le terapie in altri centri piu' costosi. 
Potrete vedere le nostre interviste sulla pagina facebook di SIGN Fracture Care International.
Abbiamo trovato tantissima simpatia, apprezzamento ed incoraggiamento da parte di tutti i colleghi.

venerdì 22 settembre 2017

Sign and AO scholarship

Ieri sera al Congresso Sign si e' tenuta la family reunion, con cena di gala a cui hanno partecipato tutti i partecipanti oltre ai donatori di Sign.
La dottoressa Makandi ed io siamo stati prescelti, insieme ad altri medici dall'Uganda, dal Sud Sudan e dalle Filippine, per ricevere la scholarship che ha coperto tute le nostre spese di viaggio negli Stati Uniti.
Abbiamo avuto la possibilita' di parlare di Chaaria, dei nostri ideali di servizio incondizionato ai poveri, dei nostri sogni per incrementare ulteriormente i servizi che offriamo ai bisognosi.
Credo che abbiamo toccato il cuore di molti soprattutto con la passione ed il coinvolgimento emotivo delle nostre presentazioni: la dottoressa Makandi parlava con le lacrime agli occhi.
Sign ha promesso di aiutarci ancora di piu' sia con nuovi tipi di impianti ortopedici e sia con occasioni di formazione per me e per la dottoressa Makandi.

giovedì 21 settembre 2017

Sign Conference

Abbiamo nuovamente volato per parecchie ore, ma finalmente siamo arrivati a Richland nello stato di Washinghton.
La conferenza e' iniziata. Siamo molti di piu' che al corso di San Francisco, perche' parecchi avevano gia' fatto il training che ci e' stato offerto. 
Siamo davvero in un congresso mondiale, con partecipanti da ogni continente.
Saro' anche uno dei relatori ed a me hanno dato ben tre presentazioni tra oggi e domenica. 
Sono sorpreso del fatto che non ho problemi a capire l'inglese statunitense, e loro capiscono me.
Come anche a San Francisco, il programma e' intensissimo con pochissimo tempo libero, ma e' bello cosi' perche' siamo qui per imparare.
E' stato emozionante incontrare e parlare con il Dr Lewis Zirckle, fondatore di Sign e vero eroe della solidarieta' non solo per Chaaria ma per migliaia di pazienti in tutto il mondo.
Che dire poi del fatto che Sign ci ha completamente rimborsato tutte le spese incontrate per venire negli USA.
Stupenda anche la compagnia della dottoressa Makandi.

Fr Beppe

mercoledì 20 settembre 2017

Grazie di cuore, San Francisco

Oggi alle 14, 30 abbiamo terminato il primo corso di ortopedia che si e' tenuto a San Francisco. 
E' stato un momento intenso di studio, di apprendimento approfondito, di verifica delle nostre conoscenze, di confronto con colleghi provenienti da ogni parte del mondo. 
Ho apprezzato moltissimo il metodo di insegnamento americano, davvero efficace ed intenso, in parte teorico ed in parte pratico, basato su continue verifiche degli obiettivi raggiunti.

Il corso e' stato disegnato in modo da far crescere velocemente le nostre capacita' cosi' da poter riversare subito sui pazienti quello che abbiamo imparato.
Abbiamo anche avuto una gran parte del corso dedicato alla ricerca, praticamente assente nei Paesi in via di sviluppo. Chaaria e' ora parte di un progetto globale di ricerca sull'osteomielite, e ci impegneremo al massimo.
L'esperienza e' stata anche una occasione per conoscere culture molto diverse, situazioni incredibilmente disparate, persone di ogni continente. 
Eravamo in molti dall'Africa (Nigeria, Etiopia, Ghana, Tanzania, Malawi, Burundi, Kenya, ecc), dall'America (Haiti, USA, molti Paesi Sudamericani), dall'Asia (Myammar, Pakistan, India, Iraq).

martedì 19 settembre 2017

Essere lontani ma con il cuore a Chaaria

Siamo in un altro continente. Siamo separati da migliaia di chilometri e da 10 ore di fuso orario, ma stiamo studiando e lavorando duro con il cuore sempre vicino a Chaaria. 
Stiamo studiando con l'obiettivo chiaro di fare di piu' per i nostri pazienti quando torneremo. Da una parte ci sentiamo in colpa per non essere a Chaaria ad aiutare i nostri amici che si stanno sacrificando per noi. 
Dall'altra sappiamo che non possiamo seppellirci in ospedale 365 giorni all'anno e che e' sempre importante imparare, crescere, confrontarci con altri colleghi provenienti da diverse parti del mondo.
Stiamo imparando molto, stiamo aprendo i nostri orizzonti e speriamo di condividere le nuove conoscenze con tutti i nostri colleghi a Chaaria.

Fr Beppe
 

lunedì 18 settembre 2017

Situazione a Chaaria

Anche la notte scorsa ci sono stati 2 cesarei a partire dalle due di notte che hanno reso la giornata di oggi molto difficile per tutti a Chaaria.
La situazione rimane complessa ed assolutamente insostenibile in maternita' sia per il baby boom di settembre e sia per lo sciopero degli infermieri nelle strutture pubbliche.
Purtroppo a questo si aggiunge il fatto che da oggi anche i clinical officer della Contea di Meru sono entrati in sciopero, e questo immediatamente ha congestionato tremendamente l'ambulatorio di Chaaria.
Come ciliegina sulla torta, per motivi di studio, la dottoressa Khadija ci deve lasciare a partire da mercoledi'.
La dottoressa Apophie e' davvero sopraffatta dalla situazione ed ha deciso di sospendere completamente la chirurgia elettiva, cercando di far fronte solo alle emergenze. Questo ovviamente significhera' che al mio rientro la situazione in sala sara' tremenda.
Ringrazio di cuore Fr Giancarlo e tutti coloro che si stanno sacrificando in mia assenza.
Qui in San Francisco lavoriamo duro ed il corso e' davvero intenso e difficile, ma stiamo imparando molto.

Fr Beppe






domenica 17 settembre 2017

Iniziato corso

Oggi non e' domenica per noi in quanto alle 7 di stamattina gia' il pulman ci aspettava per condurci all' universita' di San Francisco dove alle 8 in punto e' iniziato un intensissimo programma di lezioni, lavori di gruppo, dimostrazioni in sala settoria per gli interventi che ci stanno insegnando.
Oggi la giornata e' dedicata alle grandi fratture esposte con necessita' di innesto cutaneo, lembi muscolari e cutanei prima della fissazione interna. 
Abbiamo lezioni che ci aiuteranno a decidere tra fissazione interna ed esterna delle fratture. Avremo anche una sessione sulla gestione delle ulcere, sia da decubito che di altra origine.
Il tipo di insegnamento e' semplice, pratico, molto interattivo.
La parte piu' nuova per me e per la dottoressa Makandi e' quella dei lembi, che davvero sono necessari a Chaaria. 
Speriamo di imparare presto e bene, anche se potremo anche contare sul Dr Toto Burrai in febbraio per guidarci ancora nell'esecuzione di tale nuovo intervento.

sabato 16 settembre 2017

Notizie da Chaaria

Da Chaaria Fr Giancarlo mi informa che la situazione e' molto pesante soprattutto in maternita'. 
Il numero dei parti continua ad essere altissimo e cosi' pure quello dei cesarei. Anche ieri i cesarei sono stati tantissimi e sovente complicati ed urgenti. 
Lo staff della sala ha chiuso la seduta operatoria dopo le 23. Qualche cesareo e' stata molto stressante a causa di emorragia severa che poi si e' risolta per il meglio: si era temuto di dover arrivare ad una isterectomia per fermare il sanguinamento, ma poi la dottoressa Khadija e' riuscita a controllare la situazione. 
A tutto questo si aggiungono emergenze continue come addomi acuti e gravidanze extrauterine che la dottoressa Apophie esegue con competenza.
Come sempre, anche in questo momento della mia assenza tutti stanno facendo benissimo e stanno dando il massimo, e li ringrazio di vero cuore.

Fr Beppe

venerdì 15 settembre 2017

Erick ci lascia

Ringraziamo di cuore il nostro clinical officer Erick Kebira per gli anni in cui abbiamo lavorato insieme.
Lascera' l'ospedale di Chaaria il 21 settembre per iniziare il corso di Medicina e Chirurgia.
Ha trovato uno sponsor tra i volontari italiani ed auguriamo a lui ogni bene per il suo futuro.
Sicuramente Erick ci manchera' e non sara' facile sostituirlo.

Fr Beppe



giovedì 14 settembre 2017

Tutti utili e nessuno necessario

Con un peso sul cuore stasera ho lasciato l'ospedale per un corso di ortopedia che e' stato donato a me ed alla Dottoressa Makandi dai nostri sponsor americani di Sign Fracture International.
Saremo assenti per 2 settimane per questa formazione. Il corso sara' negli Stati Uniti.
A Chaaria lascio una situazione tremenda sulle spalle di Fr Giancarlo che mi ha sostenuto in maniera eccezionale, incoraggiandomi a non perdere questa occasione e ad affidarmi alla Divina Provvidenza per l'ospedale, anche se lo sciopero continua.
Lo so che sara' dura per Giancarlo e lo so che lo sta facendo per me perche' ho bisogno di staccare dopo mesi di superlavoro quasi disumano.
All'ospedale mi sostituiranno la Dottoressa Apophie, la dottoressa Khadija, la dottoressa Ruth, oltre alla dottoressa Agnes Mbungu, gia' parte dello staff.
Avremo in ospedale anche il Dr Augustine, ortopedico del Ghana.
Vado sereno, sapendo che tutti sono utili e nessuno e' necessario.
Sono certo che Giancarlo e questi ottimi medici mi sostituiranno piu' che degnamente.

mercoledì 13 settembre 2017

Grazie, Signore.

Il vero probema è iniziato dopo l’anestesia spinale dell’ultimo cesareo.
La donna ha smesso di respirare quasi subito dopo la pratica anestetica. Sono intervenuto ad aiutare Federica, e Pietro ha fatto il cesareo con Giorgia e Kanana.
Il bimbo è nato con un APGAR così basso che sembrava morto, ma fortunatamente si è ripreso in fretta con la rianimazione neonatale.
Il problema più grosso è stata la mamma.
Nonostante ossigeno ed ambu, lei non ha ripreso attività respiratoria spontanea per più di un’ora. Anche quando il respiro poi è faticosamente ripreso, la paziente non ha riguadagnato coscienza. 
Sono passate ore tremende in cui avevamo una paziente completamente incosciente, ma anche molto agitata ed in preda al dolore in quanto l’effetto della spinale era nel frattempo terminato.
Stavamo già buttando la spugna e davanti a me si palesave l’incubo di dover parlare con il marito della dipartita della sua sposa.
Da ultimo però, la paziente si è svegliata contro ogni nostra aspettativa... quattro ore dopo la spinale. E’ stata confusa per molte ore ma adesso è finalmente normale.

martedì 12 settembre 2017

Che tristezza!

E' arrivata da noi ormai in fin di vita.
Aveva deciso di andare a partorire in un dispensario governativo non lontanissimo da qui.
Aveva atteso per ore nella vana speranza che qualcuno prima o poi aprisse.
"Ma come si fa a vivere cosi' isolati dal mondo da non sapere che la sanita' pubblica e' paralizzata da mesi a causa degli scioperi?" mi chiedo io con una punta di sdegno.
Ma ovviamente nei villaggi piu' remoti puo' capitare anche questo, soprattutto se non sei stato malato per mesi, se non hai fatto visite antenatali e se non hai la radio in casa.
Fatto sta che dopo ore di inutile attesa la poveretta ha partorito fuori.
La bambina e' nata bene, con l'aiuto dei vicini e dei familiari, ma la donna ha avuto una placenta ritenuta ed ha cominciato a sanguinare tremendamente.
Prima che i parenti avessero trovato un matatu la donna era anemizzata e collassata.
Da noi e' giunta davvero alla fine: non aveva pressione, era fredda, pallidissima ed in coma profondo.
Abbiamo rimosso la placenta ritenuta, fermato l'emorragia uterina con ossitocina, infuso liquidi ed efedrina per tentare di riprendere la pressione, ma e' stato invano.
Avremmo avuto bisogno di sangue, ma non ne avevamo. 

lunedì 11 settembre 2017

Grazie di cuore

Con sentimenti di infinita riconoscenza abbiamo ricevuto un pacco con importanti donazione per l'ospedale di Chaaria da parte di Tiziana Beltrami, del Ristorante Karen Blixen di Malindi e di tutti gli amici che hanno aderito all'iniziativa di raccolta farmaci e materiale sanitario per Chaaria.

Particolarmente ringraziamo il Dr Angelo Luddi e la moglie Barbara Zacchi che si sono fatti promotori di un'iniziativa di raccolta fondi che ha permesso l'acquisto di preziosi medicinali, di fili di sutura per la sala operatoria, di cotone ed altro materiale sanitario, di strumenti chirurgici (incluso un martello da chirurgia ortopedica), oltre ad un prezioso girello che abbiamo gia' destinato al reparto di fisioterapia.
Ringraziamo anche coloro che hanno voluto donare vestitini per i nostri piccoli orfani.
Il pacco e' arrivato a Meru in ottime condizioni ed e' stato ritirato dal nostro autista.
Il Signore benedica i nostri benefattori e li ricompensi per tutto il bene che fanno per noi.
Grazie di cuore a tutti voi, amici di Malindi!

Fr Beppe

domenica 10 settembre 2017

Anche per chi non ha soldi noi ci siamo...

NN era caduto dal mototaxi ed aveva riportato frattura di entrambe le braccia. Era stato trasportato nel più vicino ospedale dove le radiografie avevano confermato la presenza di frattura scomposta di radio ed ulna ad entrambi gli arti superiori.
NN aveva bisogno di intervento ortopedico perchè la doccia gessata applicatagli non avrebbe certo consentito la guarigione.
Senza operazione egli avrebbe potuto diventare come uno dei tanti mendicanti che vedo a Meru: per farsi dare una moneta, fanno ballonzolare davanti ai tuoi occhi le braccia rotte e mai operate, in cui le ossa non si sono mai più saldate. 
Sono figure grottesche che usano le loro deformità per attirare la compassione. Eppure forse all’inizio erano solo persone nella stessa situazione di NN, persone che avrebbero potuto essere ancora produttive ed utili per la società se qualcuno li avesse operate. “Ci vuole un intervento ortopedico ed il prezzo è altissimo. Se vuoi ti possiamo operare nell’ospedale privato”, era stato detto chiaramente ad NN.
Egli però non era mai riuscito a trovare l’esosa cifra di denaro richiesta, e dopo una settimana di ospedale in cui nulla gli veniva fatto, aveva deciso di farsi dimettere e di venire a Chaaria... il solito viaggio della speranza che molti intraprendono.

sabato 9 settembre 2017

Linciato a morte

Lo abbiamo accolto in ospedale ieri sera alle 23.
Era ustionato dalla testa ai piedi.
Era stato buttato nel fuoco da una folla inferocita.
Qui la chiamano "mob justice", ma a me sembra solo una cosa orrenda ed immorale.
Non so che cosa abbia fatto questo poveraccio...normalmente la pena di essere cosparso di benzina e bruciato e' riservata ai ladri.
Non so neppure come la moglie sia riuscita ad impedire che le fiamme lo uccidessero completamente.
Il paziente e' stato accompagnato dall'ambulanza di un ospedale governativo chiuso per sciopero...meno male che almeno gli autisti fanno qualcosa per chi ha bisogno.
Era cosciente ed aveva un dolore tremendo.
Continuava a chiedere da bere.
Aveva pelle abbrustolita che pensolava da tutte le parti.
Lo abbiamo sedato, gli abbiamo dato della morfina per il male.
Con fatica estrema gli abbiamo reperito una vena per la reidratazione.
Lo abbiamo poi semplicemente avvolto in teli sterili, con il programma di portarlo in sala oggi per una estesa toeletta chirurgica dell'ustione.

venerdì 8 settembre 2017

Un peso sul cuore sempre

La vita del medico in missione e’ davvero molto dura, non solo e non soltanto perche’ a volte i ritmi sono estenuanti e le condizioni di lavoro non eccellenti, ma soprattutto perche’ si e’ sempre molto soli con le proprie responsabilita’.
Ricordo quando in Italia potevo chiamare tutti gli specialisti possibili ed immaginabili, dall’urologo, al ginecologo, al gastroenterologo, al neurochirurgo… e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta.
Non eri mai davvero solo, neppure quando eri di guardia.
Rammento anche la sicurezza emotiva che mi dava il pensiero di avere un primario sulla testa, al quale poter scaricare le responsabilita’ piu’ pesanti nei casi piu’ spinosi.
Ricordo anche la tranquillita’ che si provava nell’avere tutti a portata di telefono.
Qui la situazione e’ molto diversa!
Da sempre a Chaaria sono in posizione apicale, dapprima perche’ ero l’unico medico, ed in seguito perche’ ero il piu’ anziano sul campo, e quindi quello gravato del peso della responsabilita’ e dell’ultima parola.

giovedì 7 settembre 2017

Viaggio telematico a Cagliari

Quasi per magia skype stasera mi ha permesso di essere nuovamente a Villa Devoto, nel cuore di Cagliari.
Mi sono sentito a casa, come sempre, in quel parco stupendo in cui trecento persone si sono ritrovate al fine di sostenere Chaaria.
E' stato bello per me parlare e condividere un po' delle nostre esperienze con gli amici sardi che da dieci anni ci aiutano con tanto impegno e dedizione.
Grazie al Dr Cara per aver voluto questo collegamento video con Chaaria.
Grazie per avermi fatto sentire parte del gruppo di Cagliari.
Grazie, amici tutti di Cagliari, per tutto quello che fate per noi, per i nostri malati e per i poveri che serviamo.
La riconoscenza si trasforma quotidianamente in impegno, onesta' e servizio.
Al mio grazie si aggiunge quello di Fr Giancarlo, di tutti i Fratelli e le Sorelle di Chaaria.

Fr Beppe



mercoledì 6 settembre 2017

Il dono della libertà

Non e’ la prima volta che a Chaaria abbiamo pazienti piantonati perche’ carcerati.
Anche ora abbiamo un uomo piantonato notte e giorno in reparto da due guardie armate.
Pero’ in maternita’ e’ stata la prima volta!
Ricevere la paziente in preda alle doglie ed essere richiesti di non darle la divisa come le altre partorienti; vederla travagliare nel suo camicione a striscie da prigioniera; avere sempre due guardie (ovviamente di sesso femminile) nelle vicinanze della sala parto ed anche quando le ho fatto l’ecografia…tutto questo e’ stato nuovo ed emotivamente pregnante per me.
Questa donna mi e’ sembrata spiata in uno dei momenti piu’ intimi della sua vita.
La poveretta aveva tanto male e certo non sarebbe riuscita a fuggire, ma veniva guardata a vista, notte e giorno.
Ha partorito alle 3 del mattino e casualmente c’ero anche io in quanto avevo appena finito un difficile parto con forcipe. Il suo bambino ha avuto qualche difficolta’ respiratoria, ma poi si e’ ripreso.
Le guardie si son portati via madre e bambino l’indomani…ed ora non li vedremo piu’.
Non so neppure come si chiamassequesta povera donna carcerata.
Non ho la piu’ pallida idea di quale fosse la sua condanna. Non so cosa possa aver fatto. A me sembrava solo fragile ed indifesa.

martedì 5 settembre 2017

Far qualcosa per il tumore dell'esofago?

In questa parte del Kenya esiste una incidenza davvero spaventosa di tumori dell'esofago.

Nessuno ne conosce la ragione e da tempo sto cercando di creare un po' di attenzione a questa epidemia latente e misconosciuta.
Ne' le autorita' sanitarie locali, ne' quelle internazionali sembrano pero' prendere il problema con serieta'.
Non esistono studi al riguardo (almeno per la nostra zona) e quindi non ci sono ne' strategie per scoprirne l'eziologia e neppure un piano di prevenzione.
Spero che il nostro ospedale possa presto produrre un articolo scientifico che riesca a stimolare la comunita' scientifica internazionale su questo enorme problema, che non riguarda solo gli anziani, ma fasce di eta' sempre piu' giovani...nella nostra statistica abbiamo 109 casi di tumore al di sotto dei 28 anni di eta'!
I pazienti in genere vengono da noi quando e' ormai troppo tardi, quando cioe' non riescono piu' a deglutire neppure l'acqua.
L'esperienza cinese e giapponese, Paesi in cui l'incidenza di tale neoplasia e' altissima, dimostra che solo se si agisce in fasi molto iniziali, si puo' avere qualche speranza di guarigione o di controllo della malattia a medio e lungo termine.


lunedì 4 settembre 2017

Se lo vuoi vedere contento

...la cosa migliore da fare e' dirgli che lo porti a casa dai suoi.
Mururu si elettrizza, non sta piu' nella pelle, si prepara con i vestiti migliori, mette quattro stracci raffazzonati nello zaino e si precipita in ospedale in attesa della macchina che lo porta dai suoi parenti.
Oggi alle 11.30 gli ho detto che alle 14 lo avremmo accompagnato a casa, ma alle 11,35 era gia' in ospedale con tanto di cravatta a disturbare tutti ed a chiedere dove fosse la macchina.
Non c'e' stato verso di farlo ragionare ed abbiamo dovuto chiamare Simon e cambiare i programmi.
E cosi' ora Mururu e' dai suoi.
Poi a casa non ci resiste piu' di quarantotto ore, e presto ce lo ritroveremo qui, sporco, sudato ed impolverato. Sicuramente sara' di ritorno a Chaaria entro mercoledi'.
Lo accoglieremo contento di essere stato a casa ed anche di essere rientrato al centro.
Tale felicita' pero' durera' si' e no tre giorni, dopo di che' riprendera' a chiedere di tornare a casa nuovamente. Ormai e' diventato un continuo.
Se i suoi fossero piu' collaborativi potremmo davvero pensare ad un reinserimento in famiglia, ma e' chiarissimo che i suoi a casa non lo vogliono ed e' soprattutto Mururu che insiste di tornarci.

domenica 3 settembre 2017

Ken

La morte di Nkonge ha aperto una possibilita' di trasferimento per Ken, che da vari mesi si trovava "parcheggiato" in ospedale, nel reparto di pediatria.
Ken era stato a lungo abbandonato presso l'ospedale governativo di Meru, dove purtroppo aveva sviluppato piaghe da decubito e importante denutrizione.
Era stata la Dottoressa Makandi a chiederci di prenderlo in ospedale da noi, per fargli guarire i decubiti e ristabilirlo in salute.
Dopo aver saputo da lei che Ken non ha assolutamente nessuno e che sarebbe tutt'al piu' potuto tornare nell'ospedale di Meru, abbiamo deciso di tenerlo con noi.
E' sempre rimasto in ospedale perche' dai Buoni Figli non avevamo un posto libero.
A Chaaria Ken e' rifiorito.
Dapprima sempre alettato, ha cominciato a stare varie ore del giorno in carrozzella.

sabato 2 settembre 2017

Nkonge è andato in paradiso

Questa mattina alle 5.30, presso il Centro dei Buoni Figli, e' spirato Alfred Nkonge, dopo breve malattia che ci aveva spinto anche ad un ricovero ospedaliero.
Era stato ricoverato per vomito incoercibile, poi migliorato con la terapia. 
Avevamo deciso di dimetterlo e di riportarlo al Centro dove il personale lo conosce meglio ed e' piu' abituato a soddisfare i suoi bisogni ed a servirlo nei migliore dei modi.
Stamattina comunque e' spirato nel suo letto. Pensiamo che si sia trattato di una grave forma di gastroenterite, probabilmente da escherichia coli.
Alfred Nkonge era nato il 30/07/1978. Era affetto da disabilita' mentale gravissima, associata ad handicap fisico importante, con necessita' della carrozzina. Da sempre e' completamente non-autosufficiente e bisognosi di assistenza continua. Non ha mai parlato e solo chi lo conosce sa capire i suoi stati d’animo e i suoi bisogni.
E' stato accolto al Centro Buoni Figli il giorno 08/07/1988, ma poi e' stato completamente dimenticato dai suoi familiari.
Il padre aveva abbandonato la famiglia quando Nkonge era piccolo.
La madre e i suoi fratelli da anni non vengono a fargli visita.
Abbiamo recentemente attivato delle ricerche per metterci in contatto con loro, ma senza successo.

venerdì 1 settembre 2017

Aspetti poco conosciuti dell'ospedale

Un mio amico spesso mi dice che e' relativamente facile togliere le persone dai villaggio, ma e' estremamente piu' difficile togliere il villaggio dalla loro testa.
Mi ritorna spesso in mente questa frase quando vedo certi comportamenti un po' irritanti in ospedale.
I gabinetti per esempio sono sempre otturati perche' le puerpere ci buttano in continuazione i pannolini, mentre piu' o meno tutti ci buttano le borse di nylon con i rifiuti...non che non ci siano i cestini per l'immondizia, ma loro che ne sanno di un servizio che si blocca visto che a casa il gabinetto non ce l'hanno o tutt'al piu' usano come latrina quella stessa buca in cui buttano la spazzatura?
Certamente con la ristrutturazione dei reparti abbiamo oggi gabinetti a sufficienza, ma molti preferiscono uscire dal camerone e urinare sul marciapiede. 
Lo capirei di persone anziane, ma spesso purtroppo sorprende malati e malate giovanissimi che rifiutano di fare due passi in piu' per raggiungere il servizio. 
Urinano davanti al reparto, incuranti dell'odore e del disagio che possono provocare agli altri che di li' ci devono passare, magari scalzi o con ciabatte davvero minime.
Chiudere i rubinetti poi pare una cosa impossibile per la maggioranza: inutile predicare che manca l'acqua e che quella che abbiamo e' costosa perche' bisogna pomparla con l'elettricita'. 

giovedì 31 agosto 2017

Sta arrivando settembre!

...e questo per noi da sempre vuol dire "baby boom".
A settembre nascono i bambini concepiti nelle vacanze natalizie, quando molti mariti ritornano a casa dal posto di lavoro lontano.
I neonati di settembre li chiamiamo scherzosamente natalini proprio per questa circostanza.
Da sempre ci prepariamo ad un aumento di lavoro in maternita' nel mese di settembre...quest'anno la situazione sembra presentarsi ancora piu' difficile a causa della lunghissima paralisi della sanita' pubblica che gia' di per se' ci sta mettendo in ginocchio.
Da oltre tre mesi in maternita' straripiamo e lavoriamo in condizioni proibitive.
Se a queste si aggiungera' il "baby boom", non so proprio come faremo.
Negli ultimi tre mesi la media giornaliera dei parti e' stata sui 40, mentre il numero dei cesarei e' oscillato tra i 5 e gli 8.
Da ieri mattina a questa sera abbiamo fatto 17 cesarei, passando in sala anche parte della notte.
Oggi in giornata i cesarei sono stati 9, e questo ha ovviamente comportato il dover rimandare parte degli interventi programmati.
Nonostante tutto comunque siamo riuscito a operare 4 fratture, a fare una prostatectomia, alcune chirurgie minori, e soprattutto una tiroidectomia per gozzo veramente importante.
Questa tiroidectomia mi ha caricato molto perche' e' andata bene, nonostante molti mi avessero scoraggiato dal tentarci.

mercoledì 30 agosto 2017

Una giornata qualunque...

Ero ancora a messa quando sono stato chiamato urgentemente per una placenta ritenuta. E’ stato un lavoro lungo, ma alla fine ce la abbiamo fatta a salvare quella donna in preda ad una emoraggia terribile.
Subito dopo questa prima procedura d’urgenza era la volta di una amputazione di braccio destro. Era una situazione veramente difficile: un giovane preso a colpi di machete: ha perso la mano destra da qualche parte nella notte. E’ venuto in ospedale con l’arto completamente amputato e le ossa esposte... della mano nessuna traccia.
Non si poteva lasciarlo cosi’, a causa dei rischi di infezione, e quindi abbiamo deciso per una amputazione classica, in cui abbiamo rimosso l’osso sporgente ed abbiamo suturato adeguatamente la parte.
Ma i problemi hanno continuato ad accavallarsi.
Eravamo quasi alla fine, stanchi ma contenti, quando ci e’ stato comunicato che avremmo avuto un cesareo urgente... il battito cardiaco fetale non era dei migliori. La notizia ha originato in noi una spontanea iniezione di adrenalina endogena, e ci siamo dati da fare per terminare velocemente, e preparare la stanza in tempo record.

martedì 29 agosto 2017

Sentirti la vita tra le mani

Evelyn ha un anno ed otto mesi di eta'.

La sua mamma l'ha portata in ospedale per una enorme massa addominale.
L'ecografia non e' stata incoraggiante e mi ha dimostrato che si trattava di un tumore del rene sinistro.
Mi e' sembrato stupido fare un'agobiospia, con la susseguente necessita' di attendere circa 30 giorni per l'esito dell'esame istologico: fare la biopsie e lasciare il tumore in sede avrebbe semplicemente significato concedere piu' tempo per il tumore di crescere e fare metastasi.
La decisione non e' stata facile, ma, considerando lo sciopero, gli ospedali chiusi e le difficolta' economiche della famiglia, abbiamo deciso di operare.
Mbabu e' stato coraggioso per l'anestesia generale, ed io forse sono stato incosciente ad operare.
Il Signore comunque e' stato con noi e ci ha guidati.
Abbiamo fatto una nefrectomia in tutta tranquillita' e senza complicazioni.
All'apparenza sembrerebbe che non ci siano metastasi peritoneali o epatiche.
Il risveglio e la ripresa pot-operatoria sono stati sorprendentemente rapidi, ed ora il bimbo sta bene ed e' prossimo alla dimissione.

lunedì 28 agosto 2017

Barcellona per Chaaria

Dopo il terribile attentato che ha colpito Barcellona, la gente di questa stupenda citta' ha voluto gridare al mondo che non ha paura.
Mi sento particolarmente toccato dagli eventi di Barcellona, sia per esserci stato di recente, sia per i rapporti affettivi intensi che mi legano ad amici che laggiu' ci vivono, sia per aver avuto a Chaaria di recente due stupende volontarie spagnole, una delle quali proprio di Barcellona.
Helena e Paula non solo hanno vissuto un'esperienza stupenda di volontariato, aiutando Sr Anna nel duro lavoro delle medicazioni e del nursing di base per i pazienti piu' gravi, ma hanno voluto anche continuare il loro lavoro per Chaaria in patria.
Hanno lavorato tanto e ieri hanno con successo organizzato un evento pro Chaaria a Barcellona. 
Hanno attirato moltissime persone ed hanno raccolto una ingente somma di denaro per l'ospedale che useremo per acquistare un altro concentratore di ossigeno.
Grazie di cuore a Paula ed Elena, studenti di medicina al terzo anno, entusiaste, generose ed umili.

domenica 27 agosto 2017

Caso triste e rarissimo

NN e' madre di altri cinque bambini.
E' una sfollata nel Meru, ma proviene da molto lontano.
Ha un marito, ma vivono di piccoli lavori qua e la', lui come bracciante e lei come domestica o baby sitter.
Avendo gia' molti figli la donna faceva uso del contraccettivo Depo Provera (Metilprogesterone acetato) che causa amenorrea totale finche' viene usato.
La ragione per cui molte donne scelgono questo metodo contraccettivo sta nel fatto che costa pochissimo nelle strutture governative ed e' relativamente comodo perche' si tratta di una iniezione intramuscolare ogni tre mesi.
La protezione non e' comunque del 100% e non e' infrequente incontrare donne incinte a loro totale insaputa, in quanto comunque non avevano il ciclo da anni ed in piu' erano sicure di non poter diventare gravide.
Quando NN e' arrivata a Chaaria mi ha detto di aver scoperto da pochi giorni di poter essere incinta, in quanto aveva iniziato ad avvertire i movimenti fetali.

sabato 26 agosto 2017

Un giorno credi

In questi giorni mi risuona nella testa la melodia di una vecchia canzone che cantavo attorno al falo’ con i miei amici negli anni spensierati del liceo.
E’ di Edoardo Bennato.
La musica me la ricordo benissimo… le parole, forse un po’ a senso, suonano piu’ o meno cosi’: “un giorno credi di esser giusto, e di essere un grande uomo; in un altro ti svegli e devi cominciare da zero”.
Piu’ avanti la canzone dice inoltre piu’ o meno: “…fatti forza e va’ incontro al tuo giorno; non tornar sui tuoi soliti passi: basterebbe un istante!”
Indubbiamente in questi giorni tendo alla malinconia ed alla depressione, forse a motivo del superlavoro che dura da mesi e mesi o della deprivazione di sonno (nell’ultima settimana le chiamate notturne per cesareo sono state insistenti), ed e’ chiaro che e’ probabilmente il mio stato d’animo ad aver riportato a galla tale canzone.
E’ vero che a volte ho la tentazione di sentirmi un grande uomo, magari quando vedo l’ospedale pienissimo e la gente andar via contenta dopo la terapia, oppure quando un intervento chirurgico va bene (oggi tra l’altro abbiamo avuto un’emicolectomia sinistra per carcinoma del colon, una tirodectomia per enorme gozzo, un’occlusione intestinale, un’isterectomia con utero piu’ grande di una gravidanza a termine, oltre a sei cesarei...e tutti sembrano andati bene!).


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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