Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 24 agosto 2016

Al parco

Come ormai tradizione ogni anno, anche quest'anno siamo riusciti ad organizzare un'uscita al parco nazionale per i Buoni Figli.
Non è stata una giornata priva di difficoltà.
Naturalmente non è semplice portare fuori una quindicina di ragazzi disabili, e ci sono tanti problemi logistici da affrontare...a cominciare dal pick nick per finire ai pannoloni ed alla ricerca di un luogo adatto per i servizi; per non parlare del trasporto sugli automezzi delle necessarie carrozzelle che comunque occupano un sacco di spazio.
Si sarebbe dovuto partire alle 6 di mattina, ma l'automobile ha deciso di fare le bizze: dapprima la batteria e poi un problema al serbatoio del diesel.
Tira e molla comunque la carovana dei Buoni Figli, guidata da Fr Robert, Sr Joan e Sr Evanjeline, alla fine è partita...ed è arrivata sana e salva al Meru Park, dove i ragazzi si sono molto divertiti.
Purtroppo il ritardo causato dai guasti ha fatto sì che l'arrivo al parco fosse verso la fine della mattinata, quando il sole era torrido e quando la maggior parte degli animali già si era ritirata nei boschetti o nelle tane per ripararsi dal caldo.

martedì 23 agosto 2016

Fare well, Doc!

After 3 wonderful years of very positive collaboration, Dr Khadija has now left Chaaria to go for further studies in the postgraduate specialization course of obsterics and gynecology in Eldoret.
We are very happy for her, because we know that the competition was very high, but she managed to enter the specialization at the first attempt: that means simply that Dr Khadija is absolutely smart...something we knew already, having worked with her for so long!
We are sure that the sick women and above all the mothers-to-be are a real passion for her, and we are pretty convinced that Dr Khadija will become an absolutely skillful and kind gynecologist.
On the other hand, we also miss her and we feel the pinch of her going: Dr Khadija is very hard working, and managing the hospital without her is now so heavy for me. I miss her either in outpatients or in the ward round, either in theater or in the labor room.
Above all I feel now overwhelmed by the huge number of obstetric and pelvic ultrasounds which Dr Khadiha was performing on my behalf with absolute competence.

lunedì 22 agosto 2016

Il bimbo idrocefalo di Laisamis

Questo bambino ha due anni di età ed è idrocefalo dalla nascita.
Grazie ad alcuni benefattori, subito dopo la nascita, al piccolo era stata inserita una derivazione ventricolo peritoneale per il drenaggio dell'idrocefalo.
Avrebbe dovuto seguire un calendario di controlli che però non sono mai stati eseguiti a causa della povertà in cui versa la sua famiglia ed anche a motivo della condizione illetterata dei suoi genitori che non hanno capito la gravità della situazione.
Il piccolo è stato ora preso in carico dall'Associazione "Amici di Marsabit" che conosciamo da tempo e con cui collaboriamo.
Sono stati essi a portare il bambino a Chaaria, e si prenderanno cura di tutte le spese sanitarie: abbiamo eseguito una TAC cerebrale che ha confermato il blocco della valvola ed il suo malfunzionamento.
Domani dovremmo ricevere la nuova valvola che già abbiamo ordinato dalla ditta fornitrice di Nairobi.
Se tutto va bene, dovremmo operare il piccolo giovedì, grazie alla disponibilità del Dr Nyaga che verrà a Chaaria per l'intervento.
Credo che entro la metà della settimana prossima il piccolo, ora a Chaaria con la nonna che non capisce una singola parola di Kiswahili (parlano infatti soltanto il Samburu), potrà essere dimesso e tornare a casa con i suoi genitori e con i molti fratellini e sorelline.

domenica 21 agosto 2016

L'orfanella che non voleva crescere

Stella Kangai ha ormai quasi un anno, e la vedete nella foto!!!
Chi l'ha conosciuta mesi fa può notare la differenza davvero impressionante!!!
I volontari che sono passati a Chaaria nell'ultimo anno sanno quanti problemi abbiamo avuto con lei da quando l'abbiamo accolta, praticamente neonata.
Prendeva il latte voracemente ma poi vomitava tutto.
Con il passare del tempo era diventata sempre più scheletrica e denutrita, tanto da sembrare immunosoppressa. Era arrivato un momento in cui, con più di tre mesi di età, pesava all'incirca 1500 grammi.
Avevamo fatto tutti i test a nostra disposizione: la piccola non era immunosoppressa, pur sembrando tale!.
Abbiamo pensato ad una malformazione del tubo digerente che le impedisse di nutrirsi e quindi di crescere (tipo atresia duodenale o altre condizioni quali il pancreas annulare). I raggi con "pasto baritato" avevano dimostrato semplicemente dei segni di esofagite da reflusso, che comunque non giustificava nè il vomito incoercibile nè l'estrema denutrizione...nessun segno di atresia del tubo digerente.
La TAC addominale non aveva dimostrato altre problematiche congenite...niente pancreas annulare per esempio.
Non si trattava quindi di un problema chirurgico. Non pareva neppure una cardiopatia congenita.

sabato 20 agosto 2016

Pochi giorni dopo la partenza di Faith, abbiamo oggi ricevuto a Chaaria la piccola Rosetta Kawira che accogliamo con gioia nella nostra famiglia.
Rosetta non è propriamente un'orfana, perchè ha entrambi i genitori.
E' nata il 31 luglio 2016, ma la mamma ha sviluppano una grave psicosi post-partum ed è ora scappata da casa. Nessuno sa dove si trovi, anche se le autorità ed i parenti la stanno cercando ovunque.
Il papà è confuso ed incapace di prendersi cura della bambina per il momento. Ha comunque promesso che, quando ritroverà la moglie e riuscirà a farla guarire dal problema psichiatrico instauratosi dopo la nascita della piccola, certamente verrà a riprendersela.
Dall'aspetto di quel papà non abbiamo dubbi sul fatto che si tratti di una famiglia molto povera.
Dalle poche informazioni raccolte dal genitore abbiamo anche saputo che Rosetta è nata a casa, che la sua mamma non ha mai visitato una clinica ante-natale per la prevenzione in gravidanza e che la piccola non ha iniziato alcun programma vaccinale, oltre che non essere stata testata per HIV.
Faremo tutto questo noi, che ora l'abbiamo accolta nella piccola famigliola dei nostri orfanelli.

venerdì 19 agosto 2016

Senso di fallimento

Abbiamo ricoverato la piccola Kendi alle 8 in punto.
Ha circa nove mesi di vita, e pesera’ sui cinque chilogrammi; ma forse meno.
La mamma continua a piangere di fronte al corpicino della sua piccola, continuamente scosso dalle convulsioni, e rovente come acqua in ebollizione.
Il valium, somministrato per retto alla bimba per ben due volte, non e’ servito a nulla e Kendi continua ad essere “agitata” da movimenti grotteschi della bocca, degli occhi e degli arti. 
Con cadenza quasi ritmica si inarca sulla schiena e diventa simile ad un semicerchio.
Non e’ cosciente ma, a vederla cosi’, pare che debba provare un sacco di dolore. Respira malamente, come se avesse una pentola a pressione nel torace.
Ho paura, ma ordino ugualmente che le si faccia del barbiturico in vena. 
Lo so che c’e’ il rischio che smetta di respirare a causa del sinergismo con il valium; ma, se non agiamo in tutta fretta, il suo cervello verra’ ridotto in poltiglia dai prolungati attacchi epilettici.
Gli infermieri mostrano qualche esitazione di fronte alla mia prescrizione, ma non fanno obiezione di coscienza a priori, e, dopo un breve dialogo, mi offrono piena collaborazione.
La madre si dispera e mi dice che e’ la prima volta che capita, e che la bimba non e’ epilettica.
“Lo so; e’ la malaria che causa tutto questo, e la febbre altissima fa anche lei la sua parte”.
Pochi minuti dopo l’iniezione in vena, Kendi si assopisce; il respiro rimane stertoroso, ma si fa piu’ regolare. Le faccio iniettareare del lasix per scaricare un po’ quei polmoni cosi’ congesti, e mi preparo per la puntura lombare.

giovedì 18 agosto 2016

Giornata ortopedica

In questo periodo mi trovo con molti pazienti ortopedici ricoverati ed ancora in attesa di intervento. Più ne operiamo e più ne arrivano.
Anche oggi abbiamo accolto un bambino di 13 anni con una brutta frattura di femore che purtroppo datava da più di un mese...non era mai stato operato per motivi economici.
Noi lo opereremo comunque domani!
Fortunatamente oggi ho avuto manforte e la dottoressa Makandi del Meru Hospital è stata tutto il giorno con noi ad operare.
Insieme, abbiamo fatto davvero tanto, cercando di alternare i set chirurgici e usando anche il trapano monouso regalatoci di Luciano.
In tal modo non abbiamo avuto tempi morti legati alla ri-sterilizzazione dello strumentario.
Abbiamo ora solo più due casi ortopedici già in reparto, e li opereremo domani.
In questo modo forse andremo in pareggio e potremo poi ritornare alla condizione ideale di operare un paziente l'indomani del ricovero.
Purtroppo il sovraccarico ortopedico delle ultime settimane ha anche creato attese prolungate per altri interventi chirurgici che pian piano tentiamo comunque di smaltire, seppure con un ritardo di almeno tre giorni dal giorno del ricovero. Nonostante il superlavoro
ortopedico infatti anche oggi siamo riusciti a fare ernie, emorroidi e perfino un'isterectomia, usando in contemporanea la vecchia sala piccola.

mercoledì 17 agosto 2016

Diagnosi assolutamente difficile, ma esito positivo

La signora Jane viene da molto lontano. Abita infatti oltre Nairobi, ma dalle sue parte c’è uno sciopero della sanità che dura da oltre tre settimane.
Per motivi strani viene a conoscenza di Chaaria, e pensa che noi possiamo risolvere il suo problema che dura ormai da molti mesi e non migliora, nonostante le molte terapie che le sono state prescritte.
Ha un dolore continuo in fossa iliaca destra, più o meno nella zona appendicolare... ma il fatto è che l’appendicectomia è stata fatta quando ancora era una ragazzina.
La visito ed effettivamente la zona è molto dolente alla palpazione, anche se non ci sono chiari segni di risentimento peritoneale.
L’emocromo esclude la presenza di peritonite... l’esame urina quella di infezione delle vie urinarie.
Non ci sono ernie palpabili anche se la donna ha una cicatrice di Pfannestield sul bassoventre: con la raccolta dell’anamnesi vengo a sapere che non si tratta di un cesareo ma della rimozione di una cisti ovarica destra un anno prima.
La donna ha fatto anche una TAC a Nairobi, la quale risulta essenzialmente negativa.
Faccio anche una ecografia addominale per vedere se per caso ci fosse un ascesso pelvico.
La paziente è ormai in menopausa ma non mi sento di escludere la cosa a priori.
L’eco pelvica è comunque negativa e così pure la visita ginecologica.

martedì 16 agosto 2016

Pericoli in chirurgia

… E’ il titolo di un libro che mi aveva regalato Enrico, e che spesso riguardo prima di avventurarmi in un intervento difficile.
Aver paura e’ sempre molto utile per un chirurgo tropicale. La chirurgia e’ un mistero. Normalmente in sala sai quando ci entri, ma non puoi mai renderti conto di quando e come ne verrai fuori.
In tarda serata e’ arrivata una donna con complicazioni durante un travaglio tentato a casa. Mi sento relativamente tranquillo, perche’ ormai per noi il cesareo e’ un’operazione di routine…
Faccio la spinale, che mi viene al primo colpo… e cio’ mi pare di buon auspicio.
Ma le cose non partono per il verso giusto.
La donna ha già subito un taglio cesareo anni prima, ed incontro molte aderenze. Quando cerco di liberare i vari piani anatomici, tutto sanguina ferocemente.
Procedendo con il lavoro, purtroppo le cose si complicano ulteriormente: anche l’utero ha infatti preso aderenza ai muscoli addominali, ed e’ un lavoraccio trovare una breccia da cui far uscire il bambino. E’ tutto così rigido, che pare marmo!

lunedì 15 agosto 2016

Un'altra orfanella ci lascia

Stamattina alle 11 è arrivata Rita da Materi pronta a riprendersi Faith che ora è grandicella e piena di salute ed energia.
Faith è stata con noi molti mesi dopo che la sua mamma era morta di parto.
Non era comunque un'orfana totale; infatti, quando Rita ce l'aveva portata ci aveva chiesto di tenerla finchè fosse svezzata e finchè il papà fosse riuscito a sistemarsi nuovamente dal punto di vista familiare, per poi poterla riprendere.
Questo momento oggi è arrivato. Con Rita infatti è venuto anche il babbo ad accogliere in casa la sua bambina.
Auguriamo a Faith una vita felice, in una famiglia vera e non in un orfanotrofio come il nostro!
Faith è stata sempre bene e devo dire che non ci ha mai dato problemi di salute. E' sempre stata vorace ed è cresciuta in maniera continuativa.
Crediamo quindi che sia una bimba molto forte, che crescerà bene e non causerà preoccupazioni alla sua nuova famiglia.
La collaborazione con Rita Drago di Materi è sempre meravigliosa: Rita è sempre fedele alla sua parola ed anche questa volta è venuta a riprendersi la bambina, come aveva promesso.

domenica 14 agosto 2016

Giulia e Gigi

Con questo breve scritto desidero ringraziare di cuore Giulia e Gigi, che,per l'ennesima volta, hanno donato alcune settimane a Chaaria.
Giulia è stata una presenza importantissima in reparto, un trait d'union tra me ed i pazienti, una coordinatrice tanto importante quanto umile e silenziosa.
In un periodo in cui la chirurgia sta assorbendo la maggior parte delle mie ore, spesso perdo il controllo dei pazienti medici in reparto.
Giulia ha fatto il lavoro silenzioso che ha permesso a molti ricoverati di essere seguiti propriamente, con la terapia più adeguata.
Si è anche sobbarcata quasi completamente il noioso lavoro delle dimissioni, oltre che aiutarmi in modo tangibilissimo con le ecografie e con gli elettrocardiogrammi.
Gigi, informatico di professione, ha lavorato tantissimo sui database dell'ospedale, correggendo errori e perfezionando le statistiche. In questo modo mi ha permesso di avere dati statisticamente significativi dal 2009 sino ad oggi, dati che sempre di più mi tornano utili per congressi, presentazioni e pubblicazioni.
Li ringrazio di cuore perchè Chaaria è ormai parte dei loro impegni fissi, insieme a quelli che essi da anni portano avanti in Madagascar.
Chaaria è la tappa fissa nei loro ritorni in Italia dal Madagascar.
Li abbiamo salutati con un arrivederci, perchè sappiamo che ci rivedremo certamente l'anno prossimo.
Per mè è stato bello quest'anno lavorare con Giulia che di solito mi sostituisce, insieme ad Apophie, quando vado in Italia: molte volte infatti ci salutiamo appena al mio arrivo dall'Italia appena prima della fine della loro esperienza.

sabato 13 agosto 2016

Ortropedici a Chaaria

In questo momento ci stiamo dedicando con grande impegno alla chirurgia ortopedica, grazie alla presenza del Dr Simone Pelle (ortopedico), della Dottoressa Martina Gubernari e dei fisioterapisti Marco Francescato e Valeria Picello.
La chirurgia ortopedica è assolutamente necessaria per Chaaria: i casi sono davvero così tanti che è praticamente impossibile far fronte a tutti.
Essi sono estremamente complessi e sovente al di là delle mie attuali capacità e conoscenze tecniche; spesso si tratta di fratture inveterate e neglette, di malformazioni o di gravi infezioni (quali le osteomieliti).
La ragione per cui la chirurgia ortodedica è tanto necessaria sta nei prezzi altissimi e proibitivi delle poche strutture che fanno tale attività nella regione del Meru.
Molta gente deve infatti rimandare o rinunciare completamente ad un intervento per motivi esclusivamente economici.
Chaaria riesce a rispondere a questo bisogno di salute della popolazione con prezzi davvero stracciati, grazie a tutto il materiale di consumo ed allo strumentario che da anni ci vengono donati dalla "Associazione Volontari Sardi Karibu Africa".

venerdì 12 agosto 2016

La dottoressa Apophie Kalikondo

Siamo amici da moltissimi anni, da quando lavorava a Nkubu ed io ero appena arrivato a Chaaria.
Siamo sempre rimasti in contatto, anche quando ha prestato servizio presso l'ospedale Sant'Orsola di Materi.
Sono già due volte che la dottoressa Apophie mi sostituisce durante la mia permanenza in Italia per le vacanze.
Ora che mi sto preparando a perdere completamente la dottoressa Khadija, che ci lascerà il 31 agosto per entrare nella specialità di ginecologia-ostetricia, ho contattato nuovamente la dottoressa Apophie per un aiuto...qualunque ci potesse dare!
Lei ancora lavora presso un'altra struttura e non mi ha potuto dire di sì per un tempo pieno, ma ha comunque accettato un contratto a tempo parziale: per adesso è con noi a Chaaria il venerdì ed il sabato.
Oggi era la seconda volta che veniva.
Considerando l'altissima densità di pazienti ed il carico notevole di interventi chirurgici, la presenza di Apophie è una buona boccata di ossigeno, anche considerando che venerdì notte fa pure la guardia.

giovedì 11 agosto 2016

Malaria assassina

Abbiamo ricoverato un bambino dell’eta’ di circa 9 anni: il test della malaria era positivo ad alta densita’. Il piccolo paziente era profondamente comatoso, non risvegliabile neppure attraverso stimoli dolorosi intensi. 
Era agitato: gli occhi aperti si muovevano a velocita’ notevole rincorrendo qualche incubo di cui non sapremo mai nulla. Di tanto in tanto il suo corpo emaciato veniva scosso da violente convulsioni.
Iniziamo subito il chinino, ma ci rendiamo conto che il bambino e’ gravemente ipoglicemico: vuoi per il coma che dura da alcune ore, vuoi per il digiuno, vuoi per la malaria stessa. Sospendiamo quindi questo farmaco che puo’ peggiorare l’ipoglicemia, e ci affidiamo alle artemisine in muscolo. 
Tentiamo di riportare in range il suo glucosio ematico, ma risulta quasi impossibile: la macchinetta ci dice 10 mg/dl. Facciamo dosi da cavallo di destrosio al 50% in vena, ma i valori non salgono. Infondiamo anche del cortisone sperando che anche questo innalzi un po’ i livelli di zucchero nel sangue, ma il destrostick e’ implacabile: la glicemia non sale sopra i 20 mg/dl.

mercoledì 10 agosto 2016

Sono le due di notte

...e suona il telefono.
Ero così profondamente addormentato che non riuscivo neanche a raccappezzarmi dov’ero.
“Corri, la bambina di Harriet sta malissimo”
L’avevamo ricoverata verso le 19.30 per convulsioni febbrili.
Avevamo instaurato la terapia antimalarica, quella antipiretica ed una copertura antimeningitica profilattica.
Le convulsioni registrate all’ammissione in reparto erano cessate con del paracetamolo per retto che aveva abbassato la febbre di questa piccolina di sei mesi appena.
Erano le 23 quando ero andato a letto con il mio carico di ansia, in quanto avevo lasciato in sala parto una gravida che sembrava non procedere bene con il travaglio.
Non avevo però visto indicazioni immediate al cesareo elettivo ed avevo deciso di attendere e di darle tempo.
La chiamata delle due pensavo davvero che fosse collegata a quel possibile cesareo, ed invece era la bimba di Harriet che aveva ripreso con le convulsioni parziali causate da febbre altissima che non riuiscivamo a far scendere.
Harriet è una nostra infermiera, e lo so bene per esperienza quanto difficile sia assistere i colleghi: arrivato in ospedale ho visto proprio tutto il personale della notte nella sua stanza di isolamento.

martedì 9 agosto 2016

Francesco e Katiuscia

E' stato bello oggi rivederli dopo che si sono sposati.
Erano stati qui anche l'anno scorso, ma non erano ancora marito e moglie.
Hanno mantenuto il loro impegno di venire ogni anno a trovare i  ragazzi del centro Buoni Figli, al fine di rinnovare il loro affetto, il loro ricordo e la loro dedizione.
Come ormai è tradizione, Francesco e Katiuscia hanno voluto far sentire il loro affetto ai nostri ragazzi in uno dei modi che sanno fare davvero molto bene: e cioè la loro stupenda cucina.
Anche oggi infatti sono venuti con tutti gli ingrediente per una meravigliosa pastasciutta che ha raccolto l'entustico benvenuto da parte di tutti i ragazzi che si sono fatti una vera scorpacciata.
Ma al di là del buonissimo piatto italiano da loro preparato, essi hanno distribuito ai ragazzi affetto e tenerezza nelle molte ore trascorse al centro.
Anche i Buoni Figlii sanno cogliere molto bene che, se una persona fa 6500 chilometri ogni anni per venire a trovarli, essi hanno un posto privilegiato nel loro cuore.

lunedì 8 agosto 2016

Ristrutturazione del reparto Buoni figli

Come recentemente deciso insieme al nuovo reponsabile, abbiamo iniziato il piano di ristrutturazione del centro.
Si sta provvedendo allo spostamento dell'ambulatorio fisioterapico, per trasferire l'ufficio del Fratello vicino al cancello d'entrata del centro.
Oggi poi abbiamo iniziato la ristrutturazione dei bagni, dove si elimineranno le vasche, pericolose e scomode per i ragazzi, e si installeranno delle docce, più funzionali per il personale e meno disagevoli per i Buoni Figli.
Si pensa anche di ridurre il numero dei water e di sostituirli con un numero superiore di posti doccia. E' nostra intenzione sostituire il pavimento di cemento con uno piastrellato in ceramica.
Il costruttore ci sta facendo il lavoro a credito, sapendo che per il passato abbiamo sempre onorato le nostre promesse di pagamento.

domenica 7 agosto 2016

Secondo anniversario


Due anni fa, l'8 di agosto, ci lasciava Fr Lodovico.
La sua dipartita, aspettata da tutti noi a motivo delle sue condizioni di salute, e da lui tanto desiderata, ancora lascia un grandissimo vuoto nella comunità di Chaaria.
Fr Lodovico ci manca; a lui pensiamo spesso ed altrettanto sovente lo preghiamo.
A lui guardiamo come ad un modello da imitare nel nostro sforzo quotidiano di essere fedeli alla vocazione religiosa ed alla chiamata al servizio incondizionato verso i poveri.
Oggi abbiamo pregato in suo suffragio durante la Messa in ospedale.
Lo abbiamo fatto oggi perchè domani in parrocchia non ci sarebbero stati i malati e neppure i Buoni Figli.
Per noi Fr Lodovico è un santo ed a lui ci rivolgiamo con le nostre preghiere e le nostre suppliche ogni volta che siamo in difficoltà. Tanti volontari lo hanno conosciuto, amato ed apprezzato.
Ecco perchè vogliamo condividere con i lettori questo anniversario, in modo che il ricordo ed il fulgido esempio di Fr Lodovico continuino ad essere per noi un faro che ci illumina il cammino verso quella santità che lui ha già raggiunto.

sabato 6 agosto 2016

Dove vanno le vostre donazioni

Oggi è stata una giornata di lavoro particolarmente intenso nel cantiere edile dell'ospedale.
Era infatti stata programmata la battuta di cemento.
Il lavoro è iniziato stamattina prestissimo: mancava la luce, ma fortunatamente la betoniera andava a benzina...per cui non ci sono stati ritardi.
Tantissimi hanno partecipato all'opera, ed entro il buio la battuta di cemento era completa.
C'è stato un momento di tensione e difficoltà, quando la betoniera si è rotta ma, in un modo o nell'altro, il lavoro è stato completato.
Ora la costruzione osserverà una pausa tecnica di circa 40 giorni in cui si lascerà asciugare adeguatamente il cemento armato, prima di ripartire con l'edificazione del secondo piano.
Siamo molto riconoscenti ai nostri donatori che nel silenzio ci aiutano con le loro continue e generose offerte.
Rinnoviamo la nostra gratitudine all'Associazione Volontari Missioni Cottolengo, seriamente ed entusiasticamente impegnata nel difficile lavoro di raccolta fondi, che ha permesso alla costruzione di giungere fino al livello a cui siamo oggi.

venerdì 5 agosto 2016

Buon viaggio e grazie di tutto

Sappiamo per esperienza che nella vita tutto passa.
Già lo sapevano i primi filosofi greci, ed anche noi lo sperimentiamo quotidianamente.
E così è passata anche l'intensissima esperienza che insieme abbiamo vissuto a Chaaria!
Un mese intero!
Un mese pieno come un uovo di lavoro, di pazienti, di emergenze, di sofferenze, fatiche e gioie vissute sempre insieme.
E' stato coraggioso da parte tua venire per un mese in un posto che non conoscevi, ma credo che il tuo coraggio sia stato ripagato con molta gioia.
Sei arrivato quando a Chaaria non c'erano altri volontari.
Questa condizione, in sè potenzialmente difficile e foriera di frustrazioni da parte tua, si è invece trasformata in una grandissima occasione di integrazione, che tu hai saputo cogliere in pieno: essendo solo ti sei "dovuto" lanciare e cercare rapporti significativi sia con noi Fratelli che con i membri dello staff.
Non che tu ne avessi bisogno perchè, da Napoletano purosangue, hai nelle vene il sole, ed il tuo temperamento solare ti porta istintivamente verso gli altri. Hai saputo addirittura fare breccia nel carattere nebbioso di un Torinese un po' chiuso come il sottoscritto.
Hai fatto amicizia con i Fratelli: abbiamo parlato tanto, sia in ospedale che nei momenti dei pasti. 

giovedì 4 agosto 2016

Fare il medico

Fare il medico in Africa, significa essere sempre disponibili, ma accettare con umiltà i propri limiti, sapendo che non possiamo sempre farcela dinanzi alla sterminata folla di persone che si rivolgono a noi, anche se siamo lì per loro, dal mattino alla sera. 
Mi consola quanto disse un giorno Madre Teresa di Calcutta a un
giornalista che le chiedeva come si sentisse di fronte alla massa di poveri che non riusciva comunque a raggiungere sulle strade della città: “Dio non mi chiede di risolvere tutti i problemi, né di sradicare la povertà dalla faccia della terra. Lui mi chiede la fedeltà”.
A mia volta penso che Dio non mi chiede di guarire tutti gli ammalati di Chaaria. A lui basta la nostra dedizione fedele a chi soffre.
Sono a pezzi; sono le 23; ieri notte mi hanno chiamato alle 3 in pediatria. 
Non ci vedo quasi più dalla stanchezza, ma anche stasera dico il mio sì costoso: vorrei andare a letto ed invece c'è un cesareo urgente ed entro di nuovo in sala.

Fr Beppe


mercoledì 3 agosto 2016

Grazie di cuore Massimiliano

Oggi alle ore 14 Massimiliano mi sta aspettando in sala per un'altra tiroidectomia...forse l'ultima prima che poi lui riparta per l'Italia.
E' già lavato, ma, mentre mi preparo io, noto che non sta aprendo la cute come di solito fa in attesa che io lo raggiunga.
Appena mi avvicino al lettino operatorio per assisterlo nell'intervento, lui mi dice di iniziare con la cute.
Non me lo faccio dire due volte ed incido con una certa tranquillità perchè davanti a me c'è lui.
E' a questo punto che Massimiliano dice di avere assolutamente bisogno di un caffè.
Si toglie quindi i guanti ed il camice e mi dice: "Io comunque rimango nei dintorni, ma non chiamarmi a meno che non sia assolutamente necessario"
Poi dice a Mamasharon di farmi da seconda ed a Celina di strumentare per me.
A questo punto esce dalla sala.
Lo so che questo è un grande regalo che Masimiliano mi vuole fare.
Da tempo mi dice che sono pronto per andare avanti da solo con le tiroidectomie, ma sa che in qualche modo ho ancora paura.
Oggi mi ha dato la possibilità di lanciarmi ed è rimasto in zona come sostegno psicologico e come reale aiuto in caso di complicazione grave.

martedì 2 agosto 2016

Chiudere la giornata con una nota triste

Se penso alla giornata di oggi posso definirla pesantissima... ma in fondo è come una delle tante.
Abbiamo iniziato ad operare alle 6.30 del mattino ed abbiamo finito l'ultima operazione alle 21, perchè in questi gioirni c'è un cumulo tremendo di interventi, avendo in contemporanea un chirurgo generale ed un ortopedico...ma poi cosa c'è di tanto strano in questo per Chaaria?
Ieri è stata una giornata simile, ed in più abbiamo avuto un cesareo che è finito alle 23. Quante volte poi operiamo alle 6.30 del mattino sia con Pietro che con Luciano o con il Dr Nyaga!
Il reparto è strapieno e non abbiamo un solo posto letto libero. Da mesi pensiamo di togliere i letti provvisori dalle stanze della ex maternità per poter poi pensare alla ristrutturazione dell'ambulatorio, ma queste stanze brulicano di malati ogni giorno!
Ma anche lì, cosa c'è di così tanto strano: sin dall'inizio a Chaaria abbiamo avuto ben più malati dei post letto disponibili! Letti bis, brandine volanti, materassi e stuoie per terra sono state una costante fin dai primi mesi!
Anche in maternità oggi ho sentito fortemente la mancanza della dottoressa Khadija, che normalmente mi fa molte eco ostetriche e raschiamenti che invece sono stati tutti sulle mie spalle.

lunedì 1 agosto 2016

The good sons

In Chaaria we give shelter to 53 mentally and physically challenged inmates. Their ages range between 15 and 65 years.
Our founder, Saint Joseph Cottolengo, used to call them his “Good Sons”, in opposition to what normally people called them, that is “retarded”, “stupid”, and so on.
St Joseph Cottolengo used to say that they are our jewels and the center of the Little House. Sometimes he called them “the apple of the eye” in the Little House.
That is why we try to serve them and to honor them: our founder teaches us that in those humble creatures we can touch and assist Jesus himself.
He says that the more they are severely handicapped, the more they represent Jesus.
Most of our inmates are orphans and nearly all of them are abandoned.
It may happen that at the beginning we are in touch with the families: they promise that they will keep coming to visit the person they want us to admit, but, as soon as they obtain what they wish, and the disabled in accepted in our center, normally they disappear slowly, up to when they stop coming all together.
On the one hand this is of great concern to us because we would like the families to help us in taking care of them and we wouldn’t wish to detach the boys from the natural environment at home; but on the other hand we realize that the lack of care from the family in itself is an important component of their poverty: actually they are abandoned, neglected, unwanted, forgotten. 

domenica 31 luglio 2016

African time

Ad un occhio superficiale puo’ sembrare che la concezione del tempo sia universale: e’ infatti composto di secondi, minuti, ore, giorni, ecc, ecc.
Stando in Africa da un certo numero di anni, inizio pero’ a rendermi conto che il concetto di tempo e’ fortemente influenzato da fattori culturali che e’ opportuno conoscere per evitare interpretazioni poco benevole e forse anche razziste del comportamento altrui.
Gia’ in Europa ci rendiamo conto che la visione del tempo e’ molto diversa da Paese a Paese.
Mi e’ capitato spesso che un volontario polacco mi dica: “l’appuntamento e’ alle 8 della Polonia o alle 8 italiane?” ... con questo non parlava certo di fuso orario, ma della nostra interpretazione della puntualita’, che ha ovviamente una accezione diversa rispetto a quella dell’Europa Settentrionale (pensiamo al quarto d’ora accademico che spesso diventa di 25 minuti, e ad altri ritardi considerati normali).
L’interpretazione del tempo ed il giudizio sul comportamento altrui e’ spesso legato anche a sottili forme di razzismo, come gia’ accennato piu’ sopra. Ho sentito Italiani del Nord parlare della “sindrome del parallelo” che inizierebbe a manifestarsi da Napoli verso Sud e che sarebbe quindi molto prominente in Africa a motivo della Latitudine: tale sindrome sarebbe caratterizzata da lentezza, pigrizia e cattivo uso del tempo.

sabato 30 luglio 2016

L'importanza dei Social media

E' indubbio che in questi anni il blog, la pagina facebook, il sito di Chaaria ci hanno molto aiutati in tantissimi sensi:
1) certamente sono stati un importantissimo veicolo di informazioni su Chaaria e sulla nostra attività per la povera gente. Molti lettori sono venuti a conoscenza di quanto facciamo ed hanno iniziato a seguirci in modo quasi quotidiano. Sono i nostri sostenitori ed i nostri tifosi, ma anche pregano per noi e ci vogliono bene.
2) nessuno può negare ll'importanza dei social anche nell'importante settore della raccolta fondi. Essi hanno funzionato da cassa di risonanza dei progetti ed hanno fatto sì che parecchi benefattori si siano sentiti toccati e ci abbiano aiutati concretamente con mezzi economici.
3) impossibile sottostimare l'importanza del blog e della pagina facebook anche nel reclutamento di nuovi volontari. Sono infatti davvero numerosi i lettori che scrivono all'Associazione oppure direttamente a me chiedendo di fare il volontariato. Non avrebbero mai saputo di Chaaria se non attraverso il blog o la pagina facebook.

venerdì 29 luglio 2016

Esperienza dura

Antony è un ragazzo che seguo da un po' di tempo per una gravissima forma di cardite reumatica.
Ha 14 anni e viene regolarmente con il papà per le visite di controllo.
E' venuto anche questa mattina, come da appuntamento.
Il nostro sogno sarebbe stato quello di farlo operare di sostituzione valvolare con l'aiuto della Associazione Ndugu Zangu, ed attendevamo la possibilità di avere uno screening cardiochirurgico alla prossima occasione.
Questa mattina Antony è arrivato decisamente presto con il suo babbo, e mi ha trovato in sala operatoria per una amputazione di gamba.
Ha quindi dovuto attendere un po' prima che io potessi visitarlo.
Uscito di sala e recatomi in ambulatorio per cominciare le visite, sono stato però colpito da due dei nostri infermieri che spingevano una barella su cui era steso un cadavere coperto da un lenzuolo bianco.
Incuriosito li ho seguiti per sapere di cosa si trattasse: le morti in ambulatorio sono in effetti piuttosto rare e sempre inquietanti.
Sono rimasto di sasso quando, a fianco della barella, ho visto il papà di Antony.
Non piangeva ed aveva un'espressione triste ma assolutamente dignitosa.

giovedì 28 luglio 2016

Epatite A

L’epatite A è abbastanza frequente a Chaaria.
Sappiamo che di solito si tratta di una forma molto acuta con ittero veramente grave, febbre e diarrea. 
Altra cosa che conosciamo dai libri è che solitamente non diventa mai cronica, per cui in genere la temiamo di meno della B e della C. 
Quello però che spesso non ricordiamo è che l’epatite A può essere molto grave e che può portare ad insufficienza epatica acuta e morte.
A differenza delle epatiti B e C, la trasmissione non avviene attraverso il sangue ed i contatti sessuali; si tratta invece di una malattia a trasmissione oro-fecale, normalmente trasmessa attraverso acqua e cibi contaminati.
Anche in questi giorni ci siamo trovati di fronte ad una giovane vita stroncata dal virus dell’epatite A (HAV).
Avevamo fatto diagnosi una settimana fa: inizialmente il giovane sembrava migliorare e lo abbiamo dimesso. L’ittero inizialmente si è ridotto drasticamente, ma mercoledì scorso le condizioni sono nuovamente peggiorate con incremento dell’ittero e con febbre.
Abbiamo quindi deciso di ricoverare nuovamente il nostro paziente ed abbiamo instaurato una terapia reidratante con glucosata, oltre a dargli della colestiramina per cercare di ridurre la sua bilirubina.
Nella notte di giovedì però il paziente era molto agitato e fuori di sè.

mercoledì 27 luglio 2016

Si va avanti con buona lena

Ecco che siamo arrivati al soffitto della costruzione per il nuovo laboratorio analisi e ambulatorio HIV.
In questi giorni i muratori stanno preparando la soletta per la gettata di cemento che faranno nei prossimi giorni.
Il lavoro che vedete nella foto è quello di preparare l'intelaiatura metallica per il pavimento in cemento armato su cui poi sorgerà il secondo piano.
Come già abbiamo accennato in post precedenti, il piano terra sarà adibito ad ambulatori per HIV e TBC, mentre il secondo piano ospiterà il nuovo laboratorio analisi.
Questa nuova costruzione è interamente sponsorizzata dalla generosa azione di "raccolta fondi" dell'Associazione Volontari Missioni Cottolengo di Torino.
Ancora una volta esprimiamo la nostra riconoscenza a tutti i donatori che ci sostengono con le loro offerte grandi e piccole.
Ringraziamo il presidente dell'Associazione, il Dr Lino Marchisio, per l'incisiva azione di "fund raising" che pian piano sta permettendo anche a questo sogno di trasformarsi in realtà.

martedì 26 luglio 2016

Sant'Anna

Sempre sei disponibile ai bisogni di tutti gli ammalati.
Sempre ti vediamo scegliere i pazienti più difficili ed abbandonati, quelli terminali e quelli che tutti cerchiamo di evitare.
Sempre hai predilezione per coloro a cui nessuno pensa e che addirittura sono abbandonati dai familiari.
Sempre scegli i servizi meno appariscenti, più umili ed anche ripugnanti.
Sempre ti vediamo sorridente e gentile, non solo con i malati ma con tutti i membri dello staff e con i volontari. 
Sai trasmettere gioia frizzante ed ottimismo dal mattino quando entri in reparto alla sera quando ti ritiri in comunità per la preghiera.
Mai ti abbiamo vista scontrosa, scura in volto o triste.
Mai ti sei dimostrata chiusa nei confronti degli altri, ma sempre pronta ad aiutarli e desiderosa di amicizia.
Mai una volta sei mancata alle lezioni del giovedì, dimostrandoci anche così la tua passione per la professione infermieristica che incarni in maniera davvero cristallina.
Sei un grande dono per Chaaria. L’ospedale è cambiato da quando sei arrivata tu: l’hai reso più bello, più accogliente e più servizievole.
Sei per noi un esempio ed uno stimolo continuo ad essere migliori.
Ringraziamo Dio per il grande dono che sei per tutti noi a Chaaria.

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