Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

mercoledì 5 luglio 2017

Piccole cose

Come vi ho detto ieri, qui fa decisamente freschino soprattutto di notte ed al mattino. 
Non potevamo piu' permettere che le nostre mamme dormissero fuori. Per loro non e' freschino ma gelido!
Eccole nelle foto dopo essere entrate con I loro materassi volanti in quella che domani sara' una cappella ma che ora puo' fungere benissimo da dormitorio di emergenza. 
Credo proprio che Gesu' sia contento dell'uso immediato che in emergenza facciamo di quella che sara' la sua cappella in futuro.
Oggi abbiamo anche distribuito a tutti I pazienti I nuovi maglioni da usare in ospedale. Tutti avevano freddo a luglio ed il pigiama da noi offerto certo non bastava. Ora ci fa piacere vedere I nostri malati confortevolmente imbacuccati nel nuovo pull over.
Grazie ai benefattori che ci hanno permesso di realizzare questo nuovo piccolo miglioramento per I nostri ammalati!


Scusate se scrivo poco...sono le 23 e mi chiamano per l'ennesimo cesareo...oggi non mi ricordo neppure quanti siano stati.
Crollo dal sonno, ma cosa posso farci? E' la nostra missione essere sempre presenti a rispondere alle urgenze ventiquattr'ore al giorno.

Fr Beppe



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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